Just married di Costanza Tes

Just marriedTitolo: Just married

Serie: Just married Vol. 1

Autore: Costanza Tes

Genere: Young Adult

Tipo di finale: Aperto

Narrazione:  Prima persona, POV alternati dei protagonisti (Vanessa e Harry)

Data di pubblicazione: 22 settembre 2019

Editore: PubMe Editore – Collana Floreale

TRAMA:

Vanessa, appena diciottenne, vive a Seattle con la madre. È una vita modesta e tranquilla la sua, dedita allo studio e al lavoro part-time in un piccolo bar del centro. Le cose, però, sono destinate a cambiare quando le si presenta l’occasione di trascorrere le vacanze pasquali a New York.

Vanessa si ritrova faccia a faccia con Harry, ragazzo misterioso, imperscrutabile, tormentato dai fantasmi di un passato di cui lei stessa si ritrova a far parte.

Sembra l’inizio della felicità, ma poi si sa come vanno le cose: scivolano sempre, ci sfuggono di mano, e senza che ce ne accorgiamo, rischiamo di perdere tutto… ancora.

Si ferma a pensare, poi alza la testa e sorride.

«Perché ridi?»

«È impossibile contare le stelle, sono infinite!»

«Solo le stelle sono infinite?»

«No, anche i numeri e l’amore sono infiniti. 

Just married mi ha sorpresa positivamente per la sua originalità. Potrei definirlo un contemporary romance, sicuramente young adult, con il ritmo narrativo di un thriller.

La trama ci presenta i protagonisti nella loro essenzialità, con poche semplici parole, ci dice molto più di quello che si può solo immaginare se, ancora non si ha avuto il piacere di  leggere il libro.

Vanessa Brown e Harry Johnson sono due giovani ragazzi, entrambi diciottenni, che possiedono un vago e lontano ricordo della loro amicizia infantile. Un rapporto forte e sincero, nato quando entrambi vivevano, con loro rispettive famiglie, in una cittadina alla periferia di New York e che, la purezza d’animo insita nei bambini, ha fatto diventare speciale, ma che il tempo, e le scelte del destino, hanno reso impossibile da coltivare  e mantenere vivo nel tempo.

Dopo la morte improvvisa del padre, infatti, Vanessa si trasferisce con la madre a Seattle e i loro contatti si interrompono.

Vanessa e Harry, però, sono destinati a ritrovarsi nuovamente.

Lei, conduce una vita semplice. Le sue giornate trascorrono tra la scuola, il suo lavoro come cameriera al Jolly Bar, dove lavora anche il suo migliore amico Connor, e la sua sfrenata passione per il disegno.

Il suo sogno più grande è diventare una stilista, così, quando la madre, per i suoi diciotto anni, in concomitanza delle vacanze di Pasqua, le regala un viaggio a New York, la sua felicità è alle stelle soprattutto perché, lì, potrà frequentare un corso d’arte.

L’entusiasmo le fa addirittura superare e accettare anche una piccola clausola.

Durante la permanenza lì, Vanessa sarà ospitata proprio da Karen e Daniel Johnson, i genitori di Harry, e, in cambio della loro ospitalità, vogliono che lei, attraverso una finta e assurda promessa di matrimonio con il loro figlio, riporti il ragazzo sulla retta via, dal momento che ultimamente  è sempre più sbandato.

Già dal suo arrivo in casa Johnson, Harry le appare subito un ragazzo scontroso, poco predisposto all’ospitalità e con nessuna intenzione di rendere il  suo compito facile. Il ragazzo che le si presenta è totalmente diverso dal bambino presente nei suoi vaghi e lontani ricordi, non solo perché pieno di tatuaggi e dall’aria misteriosa, ma soprattutto perché non riconosce più in lui quel bimbo sempre pronto a difenderla e dal quale non si separava mai.

«Lo sguardo serio e i capelli ricci, folti e spettinati gli danno un’aria aggressiva. Sul suo viso nessuna traccia di baffi o barba. Indossa una maglietta nera e una paio di jeans scuri. I miei occhi scendono sulle sue braccia, coperte di tatuaggi.

I suoi occhi verdi sembrano scrutare la mia anima.».

Ma Harry, nasconde tante cose nel suo animo, ha sofferto parecchio ed inoltre, conosce delle verità su Vanessa che, potrebbero farla stare molto soffrire molto.

Anche se rimane subito colpito da quella ragazza dai capelli castani lunghi e mossi, dai bellissimi occhi color nocciola e dal suo egocentrico cappotto floreale.

Riconosce che starle lontano è la scelta migliore. Si, migliore per tutti quanti.

La permanenza  di Vanessa nella grande mela, sarà ricca di sorprese, nuove amicizie, scelte difficili e scoperte dolorose.

«Quando ci si continua ad ancorare al passato, non si può sperare in un futuro migliore.».

Just married

“Just married” è una storia d’amore, tra persone giovani che, però, saranno costretti a fare delle scelte da adulti.

“Ci sono le lucciole!” – “Sarebbe bello poter volare nel buio, come loro” ridacchia lei.

Eppure, anche se non vola, come quegli insetti lei ha illuminato la mia vita, una seconda volta, indicandomi la strada giusta e aiutandomi ad affrontare i miei errori, rimediando agli sbagli.»

Un romanzo di cui non posso anticipare molto senza togliere il piacere di scoprire da soli cosa è riuscita a creare la penna di Costanza Tes.

Già dalla sinossi, infatti, avrei potuto intuire la notevole attitudine di questa autrice nel comunicare al lettore, infatti, attraverso una straordinaria capacità di sintesi, lei è riuscita a rivelare solo il necessario. Ovviamente, di tutto ciò, mi sono resa conto solo una volta finito di leggere “Just married”.

Il modo di scrivere di Costanza Tes, diretto e senza fronzoli, inizialmente può spiazzare il lettore, ma poi, come gustando il sapore di un cibo nuovo e mai provato prima, frase dopo frase, se ne assapora lentamente la piacevolezza.

Intorno alla storia si crea una certa suspense, tanto che, il lettore, si trova ad apprezzare l’immediatezza dello svolgimento degli eventi e la brevità dei capitoli – narrati in prima persona dal punto di vista alternato dei due protagonisti, Vanessa e Harry.

Anche il finale aperto sorprende e senz’altro si presta alla possibilità di ritrovare i protagonisti e le loro vicende narrate in un secondo volume.

Io spero di poter leggere ancora di loro e di conoscere presto l’evolversi della loro storia.

«Mi guarda fisso, mi chiama a sé. Mi cerca, sì, e mi chiede di andare con lei, di uscire dal baratro in cui sono caduto. In cui la mancanza di due occhi come questi mi ha fatto cadere. Le accarezzo la guancia. È tiepida, come l’aria primaverile di questa sera, come il mio cuore, che sento battere velocemente. Come le sue labbra. Si posano sulle mie e si schiudono lentamente. Umide, cariche, soffici, leggere. E sotto il cielo stellato continuano a danzare per qualche secondo che sembra duri un’eternità. Un’eternità bellissima. Lei domani avrà dimenticato tutto. Io, invece, no.»

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