Il cercatore

Il cercatore di Tate James

Il cercatoreTitolo: Il cercatore
Serie: The Royal Trials #2
Autore: Tate James
Genere: Fantasy Romance
Narrazione: Prima persona, Pov femminile
Tipo di finale: Cliffhanger – In sospeso
Numero di pagine: 300
Data di pubblicazione: 14 Maggio 2020
Editore: Queen Edizioni
Trama: Una prova da superare. Una corona da trovare. Un cuore da salvare.

Nessuno ha mai detto che le Prove Reali sarebbero state facili, nemmeno per una ladra come Rybet Waise. Ma niente avrebbe potuto prepararla alle tempeste magiche, agli animali mutanti e ai perfidi dèi che si metteranno sulla sua strada. Ma Rybet non ha tempo per le lacrime, perché solo poche ore dopo aver fatto un bagno nel sangue del principe Alexander, sarà costretta a partire per una missione. La seconda prova richiede che venga trovato un artefatto magico, la corona perduta della regina Ophelia.

Libera dai pressanti confini del palazzo reale, Rybet dovrà confrontarsi non solo con le altre concorrenti, ma anche con la terra stessa. La magia è diventata più selvaggia che mai, e gli dèi sono tornati per concludere la partita. Il rapporto con i principi, decisi a non condividere più il cuore di Rybet, non potrà che rendere tutto più complicato per la povera ragazza dello Stagno… Rybet farà di tutto per uscirne viva e per non farsi spezzare il cuore.

Attenzione! La recensione contiene spoiler del volume precedente della serie.

Da quanto aspettavo questa pubblicazione? Dopo aver concluso L’impostore (qui la mia recensione) ero davvero entusiasta della ventata di novità che questa serie avrebbe potuto portare. Nel volume precedente c’era azione, originalità, una protagonista interessante e tre ragazzi irresistibili. Era una ricetta perfetta, tutto equilibrato e ben amalgamato. Nonostante già dopo un terzo della storia si capiva cosa sarebbe successo, L’impostore è stata una lettura davvero bella e interessante. Il cercatore? Tutto l’opposto.
Mi aspettavo lo stesso grado di tensione, di situazioni pericolose, di phatos e suspense tra i protagonisti. Mi aspettavo di ritrovare una protagonista intelligente e determinata, ma ho letto un libro decisamente opposto al primo volume.

Il cercatore ci porta esattamente dove avevamo lasciato il precedente volume, con Rybet nuda e legata nel letto del principe Alexander, che non riesce a slegarsi e ad aiutarlo dopo che lui le ha rivelato la sua vera identità. Questa doveva rimanere segreta fino alla fine delle tre sfide, e per assicurarsi che i tre principi rispettassero il patto, questi ultimi sono stati maledetti. Ecco perché il principe Alexander si trova in un lago formato dal suo stesso sangue.
Poco dopo si scoprirà che Alexander non è morto, ma lui porterà per sempre sulla pelle il segno di quello che è successo quella notte, eppure non sarà il solo a pagare le conseguenze della rivelazione.

Ora Rybet deve affrontare la Seconda Prova e rimanere viva abbastanza a lungo per portare a termine il piano, anche se tutto ora è annebbiato dai suoi desideri più profondi e segreti. Una volta scoperte le vere identità dei tre principi come può continuare ad odiarli? Loro non sono altro che i tre tutor di cui si è innamorata, e resistere all’attrazione che prova per tutti e tre diventa complicato. Come se non bastasse, la Seconda Prova non aiuterà di certo Rybet a controllarsi.

A causa di una tempesta magica si ritroverà a condividere un momento intimo e passionale con uno dei principi, lontano dagli occhi delle altre contendenti, un momento che sarà interrotto proprio dall’arrivo di un altro dei tre fratelli. Una situazione un po’ delicata, non credete? Rybet è attratta da tutti e tre, e loro sembrano determinati a farle capire quanto tengono a lei. Il viaggio intrapreso per portare a termine la Seconda Prova, e trovare la corona perduta della Regina Ophelia, è la situazione perfetta per poter condividere pensieri e sogni con i tre fratelli, ma anche per rubare momenti intimi con ognuno di loro.

Sarà proprio durante uno di questi momenti rubati che Rybet capirà di essere davvero in pericolo, e che la situazione si sta facendo sempre più pericolosa e complicata per lei.
Riuscirà a trovare la corona, vincere la Seconda Prova e sopravvivere?
Come vedete, vi ho parlato molto poco di quello che succede in questo secondo volume, perché ci tengo molto ad affrontare alcune questioni separatamente. Motivo per cui, se non volete sapere perché Il cercatore non mi è piaciuto, vi consiglio di non leggere oltre.
State proseguendo? A vostro rischio e pericolo.

Come vi ho anticipato, mi aspettavo la stessa tipologia di libro del precedente, ma mai avrei immaginato di leggere una storia del genere. Il legame che si forma tra Rybet e i principi, nel primo volume, è stato interessante e capace di suscitare curiosità, senza essere mai pesante. Stavamo parlando di una ragazza che non ha conosciuto l’amore e che deve avere a che fare con le attenzioni di tre ragazzi, per cui prova delle emozioni nuove. Quindi poteva starci la scelta dell’autrice di rendere impossibile alla ragazza fare una scelta. Io stessa, fino a un buon 70/80% del libro non avevo una vera preferenza, quindi come biasimare Rybet se li desidera tutti e tre?

Beh, in questo secondo volume tutto gira attorno a questo. La trama che ha reso questo libro originale è relegata ad un 20%, il resto è solamente un continuo e ridondante susseguirsi di scene che vedono Rybet protagonista con uno dei tre fratelli. Prima uno, poi si passa all’altro e in seguito a quello rimasto. Tutto gira intorno all’eros, fin troppo. Si è persa completamente l’originalità, la mia curiosità riguardo alle sfide e il passato di Rybet è stata relegata in un angolo, sotto un sacco di scene pressoché uguali con un fratello diverso ogni volta. Praticamente Rybet è decisa a provare tutti e tre, si è trasformata in un’ape che passa di fiore in fiore, completamente schiava del desiderio sessuale.

Non c’è più la ragazza ribelle, razionale e intelligente del primo libro, ma una ragazzetta in preda agli ormoni. L’autrice, poi, ha deciso di portare le cose ad un livello ancora più alto, facendo assistere due poveri fratelli al rapporto di lei con quello rimasto. Pensate che sia finita qui? Non è così. Rybet passa tutto il libro in preda all’indecisione. Sa di dover smettere di giocare con loro e illuderli, ma non vuole farlo. Bacia e sta con uno, poi fa le stesse cose con l’altro e, se inizialmente prova un leggero senso di colpa, nel giro di un attimo questo viene dimenticato per lasciar spazio al desiderio.

Un esempio? Alexander sta malissimo dopo aver rivelato la sua identità, Louis è con lui che cerca di bloccare l’aneurisma e Rybet, dopo essere entrata in camera del principe Thibault per svegliarlo e aggiornarlo, dimentica tutto e si mette a pomiciare con un Ty molto nudo. Scusa un secondo, nella stanza accanto l’altro sta praticamente morendo e appena questo ti sfiora te ne dimentichi? No, non esiste. Mi dispiace dirlo, ma Tate James ha completamente rovinato e stravolto una serie che poteva essere una bomba, trasformandola nel viaggio indeciso di una ragazzina alle prese con il desiderio di farsi tre fratelli e tenerseli.

Vogliamo aggiungere un po’ di pepe? Alexander è il mio preferito, e ora vi spiego perché. È l’unico che ha il coraggio di dire in faccia a Rybet quanto lei sia ipocrita, e quanto odi la situazione. Rybet, infatti, non vuole che nessuno dei fratelli abbia un’altra donna, è gelosa marcia, ma lei può averne tre. Concordate con Alexander, vero? Ipocrita, decisamente. Soprattutto, Alexander le fa presente che mai, i fratelli, hanno litigato così per una donna, che mai si sono odiati l’un l’altro in questo modo, che non vuole questo per il suo futuro, che non è giusto ciò che lei sta facendo loro. In questo esatto momento ho urlato di gioia e fatto la ola mentre leggevo, perché Alexander si è meritato una standing ovation di appalusi con questo discorso.

Gli altri due… mi immaginavo avessero più fegato, ma a quanto pare a loro sta bene tutta la situazione e lasciare che sia la ragazza a decidere come se fossimo in un negozio di animali e lei dovesse scegliere quale cagnolino portarsi a casa. Dopo tutto questo, non sono sicura che leggerò il terzo volume. Mi sono incavolata davvero perché la trama è originale, ma viene seppellita dalle frivolezze esagerate di un’eterna indecisa e ipocrita. Cavolo, stiamo parlando di magia, di intrighi e segreti di palazzo, di vendette, di piani pericolosi, di DEI! E tutto questo è marginale ne Il cercatore, per lasciar spazio a… no, non lo chiamo nemmeno amore, perché l’amore non è questo, non è scegliere di ferire continuamente qualcuno, mentre te la spassi con il fratello. L’amore non è cedere agli ormoni come un animale, senza che ti importi delle conseguenze.

L’unica cosa che salva Il cercatore dal disastro totale sono alcuni dei personaggi secondari, insieme ad Alexander. Una delle Lady mi ha sorpresa tantissimo, e mi ha fatto ridere mentre volevo solo lanciare il kindle per l’esasperazione. Il finale ha risollevato leggermente le sorti della storia, ma è stato tutto troppo affrettato e superficiale. Forse proprio perché riguardava quel 20% di trama interessante e non il rapporto tra Rybet e i principi?
La Queen Edizioni ha fatto un buon lavoro con la traduzione e l’editing del libro, e questo ha reso sicuramente più scorrevole la lettura di questo libro.

Insomma, Tate James, sono davvero delusa, arrabbiata e sconvolta da come hai stravolto una storia con enormi potenzialità. Non te lo perdonerò mai. Il cercatore non è un libro che consiglio agli amanti del genere e a chi ha amato il primo volume. Se, invece, amate i triangoli – in questo caso quadrati – alla The Vampire Diaries forse potrebbe piacervi Il cercatore.

Copia ARC inviata dalla Casa Editrice in cambio di un’onesta e sincera recensione.

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