La scelta di Josefine

La scelta Josefine di Doug Gold

La scelta di Josefine

Titolo: La scelta di Josefine
Serie: Stand Alone, Autoconclusivo
Autore: Doug Gold
Genere: Narrativa storica
Tipo di finale: Chiuso
Narrazione: terza persona
Data di pubblicazione: 8 gennaio 2020
Editore: Newton Compton Editori
TRAMA
Un’incredibile storia vera in cui l’amore sopravvive all’orrore della guerra.

Dopo l’arresto e la tortura dei fratelli da parte dei nazisti, Josefine Lobnik decide di unirsi ai partigiani e combattere per la liberazione della Slovenia.

Se questo significa aiutare gli inglesi e gli Alleati, è ben felice di dare il suo contributo. Quando assiste all’esecuzione sommaria di venti innocenti nella piazza della città di Maribor, Josefine teme che la stessa sorte possa essere toccata anche a uno dei suoi fratelli, di cui non ha più notizie. E così prende una decisione coraggiosa: avvicinarsi al campo di lavoro per chiedere notizie a un prigioniero. Quando lo portano al campo Stalag XVIII-D, vicino a Maribor, Bruce Murray promette a sé stesso che farà tutto il possibile per sabotare i tedeschi e scappare. Mentre passeggia lungo la recinzione, una domenica mattina, una giovane donna gli consegna un biglietto. È l’inizio di un grande amore, nato nell’ora più buia della storia europea, e destinato a durare per sempre.

Leggere la storia di Josefine e Bruce è come osservare un fiore in mezzo al deserto.

Fame, povertà, distruzione, paura, disperazione e morte possono contribuire a far nascere qualcosa di positivo e bello? Un amore vero, puro e profondo?

Doug Gold con La scelta di Josefine, ci dimostra che è possibile.

Questa storia tragica e incredibile, basata su fatti realmente accaduti, testimonia che l’amore può avere la forza di nascere e crescere anche tra le macerie. 

Quello che rimane difficile da stabilire è cosa ha determinato che ciò accadesse. 

È stato il fato ad imporre il suo volere, facendo incontrare i protagonisti? Oppure, sono state le loro stesse scelte a portarli l’una tra le braccia dell’altro? 

O forse, hanno contribuito entrambe le cose?

Perché, in verità, è pazzesco rendersi conto di come niente sia stato in grado di tenere separati due cuori destinati a battere all’unisono: né le distanze geografiche, né le differenze culturali; neppure i numerosi arresti e le rischiose fughe, tanto meno gli estenuanti trasferimenti ed i nascondigli di fortuna. Ogni difficile ostacolo, reso insormontabile dalla guerra, é stato abbattuto dalle scelte fatte e, probabilmente, favorito dal destino. 

Bruce Murray, nonostante a Wellington in Nuova Zelanda, faccia una vita agiata, abbia un lavoro soddisfacente ed una giovane moglie, sceglie di arruolarsi per combattere contro l’occupazione nazista dei paesi alleati. Una scelta affrontata, forse, con eccessiva leggerezza; fatta, più per seguire i suoi migliori amici, Blackie e Logie che per senso del dovere.  In realtà, lui non ha nessuna idea di cosa realmente  lo aspetta.

Una lotta alla sopravvivenza: contro i propri limiti, le sofferenze e le paure. 

«Si dice che quando subentra l’adrenalina non si senta più la paura. Per Bruce fu così. Quando si trovò a dover fare i conti con la realtà della guerra e l’inevitabilità della morte sul campo, si sentì pervadere da una calma innaturale, e da quel momento si concentrò solo sulla propria personalissima battaglia e su come sopravvivere al secondo scontro a fuoco della sua vita.»

Bruce, comunque, sceglie di non piegarsi alle ingiustizie e alla crudeltà. Lui sceglie di non arrendersi, di sfidare i suoi carcerieri e, quando possibile, di aiutare il prossimo.

«Per Bruce fu una rivelazione: non tutti i tedeschi erano nazisti, e non tutti i tedeschi erano cattivi.»

Ha cercato l’umanità anche nel nemico, è rimasto fedele ai suoi principi, ma soprattutto ha lottato instancabilmente per raggiungere il suo grande amore: Josefine Lobnik.

Josefine, vive a  Limbuš nei pressi di Maribor in Slovenia, dove si trova il campo per prigionieri di guerra, chiamato Stalag XVIII-D, in cui è stato portato Bruce.

Il loro primo incontro avviene, una domenica mattina del 1942, proprio lungo il recinto  di filo spinato che ne delimita il confine.

Un incontro casuale che sembra impossibile avere un seguito. 

Perché la guerra rende prigionieri anche quando ci si illude di essere liberi.

Josefine, ogni giorno, si trova costretta a convivere con situazioni orribili, ad assistere a scene di crudeltà e morte. Ma questo la porta a scegliere di non piegarsi alla paura, di non girarsi dall’altra parte ma, anzi, di lottare attivamente contro l’occupazione nazista della Slovenia. Lei diventa una partigiana ed entra a fa parte della Resistenza.

«Era vestita alla moda slovena: lunghi capelli corvini, e infilato nella fodera della giacca c’era un plico di documenti che doveva consegnare a un altro gruppo di partigiani.»

Una scelta coraggiosa, fatta ancor prima da suo fratello Polde e da sua sorella Anica, entrambi più grandi di lei ed in seguito anche da Roman, il fratellino minore.

Per il lettore la narrazione della storia di La scelta di Josefine inizia proprio con questo incontro, per poi proseguire facendoci conoscere tutto quello che l’ha preceduto ed infine ciò che, dopo, attende i protagonisti.

L’autore, trasporta il lettore in un contesto storico angosciante, minuziosamente raccontato, ma riesce comunque ad incatenarlo alle pagine. 

La scelta di Josefine

Doug Gold, riesce a fare affezionare ai personaggi, grazie alla sua capacità di descrivere la loro umanità ma anche facendo percepire al lettore i loro più profondi sentimenti. 

«Sarebbe filato tutto liscio se fossero stati un pochino più discreti. Ma l’amore non ammette barriere e spesso la passione ha la meglio sulla cautela. Conoscevano bene i rischi che correvano, ma il gioco valeva la candela.»

In La scelta di Josefine, l’amore è raccontato, sapientemente, senza eccessi. Del resto, il contesto avrebbe reso irreale soffermarsi troppo sui momenti belli generati dal loro rapporto. La presenza di questo forte sentimento viene, comunque, costantemente percepita e rende meno pesante il ripercorrere battaglie e  sofferenze. 

Nonostante leggere di determinate scene risulti difficile ed a tratti sconvolgente, mi sono aggrappata al filo invisibile che lega Josefine e Bruce. E, così, lasciandomi guidare, ho soddisfatto la necessità di scoprire, passo dopo passo, gli eventi che li hanno coinvolti e la forza di accompagnarli in tutte le loro tremende esperienze.

La scelta di Josefine è uno squarcio di uno dei periodi più bui del nostro tempo che è stato rischiarato da un piccola luce emessa dall’amore.

Una ricostruzione dei fatti, puntale e precisa, che sicuramente ha richiesto una preparazione attenta e puntuale  degli eventi.

L’autore ha  curato ogni dettaglio mantenendo, comunque, coinvolgente  e scorrevole la lettura. A fine libro, inoltre, rende noti al lettore ulteriori particolari dei personaggi; svela quali tra loro sono realmente esistiti e, per molti di loro, rivela anche cosa gli ha riservato il destino. Una nota finale che ho molto apprezzato e che fornisce a La scelta di Josefine “quel  qualcosa in più”.

Gli amanti delle letture riferite agli eventi della seconda guerra mondiale, come me, apprezzeranno sicuramente questo libro.

La scelta di Josefine

 

 

 

 

 

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