La fine delle tenebre

La fine delle tenebre di Thea Harrison

La fine delle tenebreTitolo: La fine delle tenebre
Serie: Razze Antiche #9, Autoconclusivo
Autore: Thea Harrison
Genere: Paranormal Romance
Narrazione
: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 16 Novembre 2019
Editore: Triskell Edizioni
Trama: Per Beluviel, consorte dell’Alto Signore degli elfi, e Graydon, grifone e prima sentinella dei wyr, è proibito anche solo provare desiderio l’una per l’altro. Ma duecento anni fa, dopo il disperato salvataggio del figliastro di Beluviel che li aveva lasciati in debito con il crudele djinn Malphas, hanno scoperto che i loro destini erano inesorabilmente legati e la passione troppo intensa perché potesse essere ignorata…

Due secoli dopo, il debito nei confronti di Malphas sta per scadere, e Beluviel e Graydon si rendono conto che, se vogliono avere qualche possibilità di salvare le loro anime, devono tornare a lavorare insieme, e questa volta devono farlo più uniti che mai. Ma ogni momento che trascorrono l’una con l’altro li avvicina alla perdita di qualcosa di ancora più vitale: i loro cuori…

Ufficialmente, questa è la fine della serie Razze Antiche di Thea Harrison.
Dico ufficialmente, perchè ci sono alcune novelle da leggere dopo questo libro, ma stiamo parlando comunque della fine di una serie che, dal 2013, ci ha conquistati tutti.
Questa recensione, vi avviso già, sarà piena di spoiler del libro. Perché? Perché ho davvero bisogno di sfogarmi e non sarei lucida se non vi parlassi a cuore aperto di questo libro, di alcune scelte fatte dall’autrice che non ho gradito per nulla, né ho perdonato a libro concluso.
Ora, però, partiamo dal principio.

Duecento anni fa, durante il Masque – uno dei festeggiamenti più importanti delle Antiche Razze – Grayson, Sentinella del territorio Wyr, si lega indissolubilmente ad una donna che non potrà mai avere: Beluviel, consorte dell’Alto Signore degli elfi.
L’elfa, durante l’evento, attira l’attenzione del grifone con il suo atteggiamento nervoso e, da brav’uomo qual è Graydon, si preoccupa per lei, e le propone di aiutarla a risolvere qualsiasi situazione la stia preoccupando in questo modo.

Bel accetta l’aiuto del wyr, perché non può perdere nemmeno un secondo, deve ritrovare il suo figliastro: Ferion.
Ferion ha dei seri problemi con il gioco d’azzardo. Nel corso degli anni Bel ha provato ad aiutarlo, ma senza successo; l’unica cosa che ha potuto fare, è stata saldare i debiti dell’elfo, ma ora la situazione è andata troppo oltre.
Così, insieme a Gray, Bel decide di partire per recarsi nella dimora di un Djiin paria di prima generazione, Malphas, una delle creature più potenti e pericolose al mondo, senza scrupoli, l’incarnazione dell’egoismo e del male. L’essere che al momento è con Ferion.

Durante questo viaggio Beluviel e Graydon si avvicinano, trovando conforto l’uno nell’altra, scambiandosi opinioni e pensieri, diventando sempre più intimi. Tra loro nasce un legame speciale, un legame che però è totalmente inappropiato: Bel è sposata, Gray non può accoppiarsi con lei. Sceglierla come compagna significa condannarsi a morte, perché un wyr si accoppia per la vita e non può vivere senza la propria compagna accanto.

Quando entrambi arrivano nella dimora del Djiin, ben presto capiscono quanto la situazione sia più seria e pericolosa di quanto immaginato. Il djiin, infatti, per ripagare i debiti che Ferion ha contratto con lui, ha imposto un vincolo sulla sua anima. Può controllarlo, obbligarlo a compiere ogni tipo di azione senza che l’elfo possa rifiutarsi.
Per salvare Ferion, o almeno mitigare la situazione, Bel e Graydon fanno un patto con Malphas: non potranno mai più stare insieme, non potranno amarsi. Solo così il Djiin rispetterà il patto e non farà del male a Ferion. E questo è ciò che entrambi scelgono, per salvare la vita del figliastro di Bel.

Ora, duecento anni dopo, Graydon potrebbe aver trovato il modo per riprendersi la propria vita e annullare finalmente quel patto che ogni giorno lo tiene lontano dalla donna che ama.
Ma cosa dovrà sacrificare Gray, per poter avere Bel? Per poter stare con lei come ha sempre sognato?

Ed eccoci arrivati al momento in cui mi sfogo.
La fine delle tenebre poteva essere un grande libro, una storia mozzafiato e intensa, ma così non è stato.
La storia di per sé è interessante. Il fatto che Gray si innamori di una donna sposata e inaccessibile è già una difficoltà per la coppia, ma poi l’autrice sceglie di basare tutta la loro relazione sulle scelte del figlio di Bel, ed è qui che tutto va a scatafascio.
Di per sè Ferion è un personaggio stupido ed egoista, cresciuto nella bambagia e costantemente rifiutato dal padre. Sfoga questa sua frustrazione sul gioco d’azzardo, fregandosene delle conseguenze per gli altri, di ferire l’unica donna a cui è mai importato davvero di lui: Bel, che l’ha cresciuto come se fosse suo figlio.
Quindi un altro ostacolo per la coppia, oltre a Bel sposata, è proprio il patto che fanno con Malphas.

Fino a qui, giuro, potevo anche starci ma poi, invece di salire verso un finale perfetto per questa serie, tutto è precipitato in picchiata verso la rovina.
E qui mi sono davvero incavolata.
A causa della stupidità di Ferion, delle sue scelte del cavolo, l’autrice ha ben deciso di creare uno scontro epico tra i protagonisti più amati della serie e Malphas.
Carling e Rune, Julian e Melly, alcuni dei protagonisti delle novelle, i Djiin Soren e Khalil – con la compagna Grace – e Costantine, l’altro Grifone. Teoricamente una battaglia epica e, come ogni battaglia, uno si prepara a soffrire, sa che potrebbero esserci delle perdite, ma mai tra i protagonisti.

Oltretutto, avendo già letto di una quasi morte di Dragos, nei libri precedenti, scampata per merito del sangue di Pia, uno non crede che qualcuno possa rimetterci la vita in maniera definitiva. Ma poi l’autrice sceglie di infischiarsene di tutto e decide che Costantine deve morire per salvare Graydon e Julian rimane praticamente senza l’uso delle mani per anni.
Ma siamo seri?

No, io non ci sto, mi dispiace. Dal momento in cui Costantine è morto io ho avuto un rifiuto enorme e viscerale per tutto il resto del libro, ma soprattutto per Bel e Graydon. Lei, bella come il sole e felice che il suo amato è vivo, che sta al sicuro e le importa solo del figliastro. Graydon, che per avere la donna che ama, mette in pericolo i propri amici e uno di questi muore. Ah, e poi ricordiamoci che circa il giorno dopo la morte di Cos, Gray e Bel si accoppiano come se niente fosse, esibendosi in amplessi epici e passionali, il tutto letto con un grande schifo da parte della sottoscritta. O meglio, ho iniziato a leggere ma poi ero così schifata che ho saltato pagine e pagine di accoppiamento.

No, se dovessi basarmi solamente sulle mie sensazioni, non darei a La fine delle tenebre nemmeno una stella.
Graydon è buono, leale e determinato. L’ho apprezzato dal primo momento in cui è comparso con gli altri grifoni nel primo libro della serie. Ed è diventato così ossessionato da Bel da diventare scemo. E pessimo. E per questo non lo posso perdonare. Non per aver fatto uccidere Costantine.

Beluviel è.. pessima sotto ogni punto di vista. È sempre composta, le sta bene tutto, non fa mai valere le proprie idee ed è quella che sta bella al sicuro, mentre tutti si sacrificano per lei. Per oltre 200 anni è stato Graydon a cercare un metodo per risolvere la situazione, a lei non fregava niente, ha saputo solo piangersi addosso. Quando è arrivato il momento di lottare, lei è rimasta al sicuro e quando Gray è sopravvissuto era l’unica cosa che le importava. Non un grazie agli altri, non un pensiero per l’altro grifone morto. Le importava solamente che Ferion fosse libero e che lei potesse avere Gray.

Addirittura odia a prescindere Dragos, per cose successe secoli prima, quando lui ha lottato per aiutare il popolo degli elfi negli ultimi anni dopo l’attacco in cui è quasi morto. Ipocrita, egoista, scialba e vittima. Ecco chi è Bel, ecco chi ha scelto Graydon invece di proteggere il suo migliore amico.
Posso dirlo, che schifo? Ora, perché Graydon ha dovuto rinunciare a tutto, mentre lei ha avuto tutto?
Perché Thea?

Bel ha scelto il figliastro 200 anni fa – e fin qui posso concordare – ma l’ha riscelto ogni singolo giorno del presente, anche quando Gray ha scelto lei rispetto ai propri amici. Bello, davvero.
Io non ti potrò mai perdonare Thea Harrison di aver mandato al diavolo una serie così, per averla rovinata con queste scelte del cavolo, perché Costantine meritava di meglio, perché Soren meritava di meglio, Julian e anche le sentinelle meritavano di meglio, e anche noi lettori meritavamo di meglio.

La fine delle tenebre è un libro che vi sconsiglio di leggere, se volete conservare il bel ricordo della serie. Saltatelo, ignorate l’impulso di leggere la storia di Gray. So che la stavate aspettando, ma questo libro rovinerà tutto quanto.
Se avessi saputo tutto questo io non avrei mai letto La fine delle tenebre. Avrei immaginato Gray felice, con una donna forte e intelligente al suo fianco, una donna che lo renda migliore e non lo peggiori. Avrei immaginato un epilogo felice per tutti i membri della famiglia wyr di Dragos, per il resto delle Antiche Razze e dei personaggi conosciuti in precedenza.

Ciò che salva La fine delle tenebre da un totale voto negativo è l’idea iniziale dell’autrice, il modo in cui ha saputo collegare accadimenti delle novelle e dei libri precedenti a questa storia. Inoltre, la traduzione e la costanza con cui la Triskell ha creduto in noi fan e ci ha permesso di leggere ogni singola storia di questa serie alzano un po’ il mio voto. Va detto che traduzione ed editing fatti bene sono importanti durante la lettura di un libro. Io non potrò mai ringraziarvi abbastanza per averci riportato la Harrison, anche se come ho detto avrei preferito non leggere questo libro. Lo eliminerò dalla mia mente, non acquisterò nemmeno il cartaceo, e penserò a un Costantine vivo e alle prese con una donna peperina che non lo vuole, capace di farlo sudare mille camice prima di scegliere di accoppiarsi con lui. Un bel finale, il mio, vero?

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