Three point shot

Three point shot di Martina Pirone

Three point shot

Titolo: Three point shot
Serie:  #1 Never let me down series, autoconclusivo
Autore: Martina Pirone
Genere:  Sport romance (basket)
Tipo di finale: chiuso
Narrazione: prima persona, POV alternati dei protagonisti (Dave & Alida)
Numero di pagine: 330
Data di pubblicazione: 28 luglio (seconda edizione)
Editore: Self Publishing

TRAMA:
Dave ha 24 anni e pochi semplici obiettivi: diventare un giocatore di basket professionista, approdare in serie A e non soffrire più per colpa di una ragazza. 

Ma quando nella sua vita arriva Alida, esuberante italo-messicana dalle mille risorse e con una passione smodata per il basket, ignorare i suoi sentimenti per salvaguardare il proprio cuore diventa una partita quasi impossibile da giocare. 

Tra loro si accende subito una scintilla, ma se per Alida lui è molto più̀ di un amico, Dave farà di tutto per togliere ossigeno alle divampanti emozioni che prova, quando quella “nanetta” tutto pepe si trova nelle vicinanze. 

E quando il loro rapporto giunge finalmente a una svolta decisiva, sarà il destino a offrire loro l’occasione di un tiro da tre o il rischio di una tremenda disfatta. E se le loro scelte per il futuro li mettessero su strade diverse? L’amore sarà̀ più̀ forte delle ambizioni di una vita intera?

Three point shot

Oggi partecipiamo al Review Tour, organizzato in occasione della seconda, nonché recentissima, pubblicazione, in versione Self Publishing, di Three point shot di Martina Pirone. Un’edizione completamente rivista e rieditata che si tinge di rosa cocomero. Questo è il colore molto particolare della nuova cover scelta con cura, proprio dalla stessa autrice, con lo scopo di conferire a questo realistico Sport romance uno style perfetto per rallegrare le nostre imminenti e calde vacanze estive.

Siete pronti ad entrare in campo? Lo dico proprio nel senso letterale del termine, perché le pagine di Three point shot trascinano nel mondo del basket e permetteranno di conoscere tutto ciò che questo sport è in grado di dare.

Martina Pirone, non ha scritto semplicemente uno sport romance ma ha, in effetti, dato vita ad una telecronaca, appassionata ed appassionante, non solo delle partite giocate in campo dai componenti della R.S.C. Trastevere basket, ma anche delle sfide che i protagonisti, Alida Pomarico e Dave Volpi, sono chiamati ad affrontare nelle loro vite.

La storia ha come protagonisti due giovani ragazzi che stanno cercando di costruirsi delle basi solide per il loro futuro. Lei sogna di diventare un’insegnante, lui di arrivare alla serie A e di lavorare come grafico.

Loro due, ancor prima di conoscersi hanno già tantissime cose in comune. Una relazione dalla quale sono usciti scottati, una situazione familiare particolare, la determinazione e la forza di volontà, il bisogno di un’indipendenza economica e la voglia di realizzare i propri sogni.

Three point shot

Three point shotMa li accomuna anche l’amore per il basket e l’amore incondizionato per i propri amici.

Ed è proprio tramite Giorgia, la migliore amica di Alida, che loro due si incontrano per la prima volta, cioè quando Giorgia sta per partire per Londra e con l’intento di salutare tutti, organizza una serata in cui invita le persone a lei più care. 

Alida, pur sapendo che la sua amica frequenta un gruppo di ragazzi che escono con il suo amico Riccardo, non ha ancora avuto modo di conoscerli. E quindi, non ha ancora avuto modo di vedere neanche Dave che è appunto uno  di loro.

Ad Alida basta poco per constatare che lui è proprio un bel vedere. Troppo bello per poter prendere in considerazione una come lei, semplice, ordinaria, bassina ed anonima, senza tacchi a spillo e minigonna, quando, nello stesso locale, è presente la loro amica Lucrezia. Lei, bella, bionda, alta con gambe da fenicottero in bella mostra e sguardo languido ed ammiccante.

Ma, in Three point shot

Dave, pur rimasto abbagliato dalla femme fatale, come del resto tutti gli altri, ha comunque notato la ragazza piccolina, italo-messicana con gli occhi da cerbiatto. Ma viene affascinato dai suoi modi di fare e dal suo carattere man mano che iniziano a frequentarsi con più assiduità. Da quella sera, infatti, Alida inizia a ad uscire con  gli amici di Giorgia e in poco tempo tutti loro diventano anche suoi amici.

Una sintonia istintiva ed immediata che viene facilitata dalla scoperta che loro giocano a basket, uno sport che Alida ama da quando era piccola grazie a suo nonno e che spesso si diletta a praticare in compagnia del suo eterno amico Andrea.

Tra Alida e Dave non ci sarà il classico flechazo – il colpo di fulmine -.

Ma mentre, giorno dopo giorno, partita dopo partita, Alida è già cotta a puntino.

Invece Dave….d’altro canto Dave….e vabbè, lo devo dire: con Dave bisogna avere tanta tanta pazienza! 

Lui sta attraversando un momento difficile della sua vita e questo spiega in qualche modo i suoi atteggiamenti.

«Rabbia per una storia finita male, rabbia per la mia famiglia che sta andando allo sfascio, rabbia perché lavoro dieci ore al giorno e non ho nemmeno la possibilità di godermi i miei soldi. Mi rimane solo il basket. Solo quello.»

Certo, non posso raccontarvi tutto io, vi dico solo che Alida deve cercare di fare canestro nel cuore di Dave, ma essendo di fronte ad un bravissimo giocatore che punta tutto sulla difesa, l’impresa non sarà facile e lei dovrà trovare la forza di non arrendersi al primo tiro non andato a segno.

Riuscirà Dave ad abbassare la guardia ed Alida ne approfitterà per fare il suo Three point shot?

Per scoprirlo vi consiglio assolutamente di leggere questo libro, perché tra le sue pagine vi sentirete bene. Certo, ogni tanto qualche piccola imprecazione potrebbe uscire dalle vostre labbra. Ma la dimenticherete in fretta e nel cuore vi resterà solo il desiderio di conoscere la storia che Martina ha già finito di scrivere e che ci permetterà di scoprire tutto sul personaggio di Riccardo, che io ho già amato tanto in queste pagine.

Prima di lasciarvi alle vostre letture mi sento di dover aggiungere delle mie considerazioni personali che mi hanno portato ad apprezzare molto questo romance

In Three point shot,

ho amato il personaggio di Alida che, essendo miope, se non indossa gli occhiali o le lenti a contatto, è incapace di mettere a fuoco il mondo che la circonda ma che ha il potere di guardare con estrema chiarezza dentro l’animo delle persone che ama. Lei, che quando la fanno arrabbiare è pronta a fulminare con uno sguardo assassino e la fronte aggrottata ma che ha la capacità di illuminare e rasserenare un cuore in tempesta, semplicemente, con un suo sorriso. Lei, che non è un metro e settanta, che non ha le curve di una modella ma che ha il dono prezioso di dare amore sincero ed incondizionato e di essere considerata bellissima da chi ha il privilegio di riceverlo.

E quindi, cara femme fatale “scansate proprio”!!!

Ho amato anche Dave e non solo perché il prestavolto è un vero giocatore di basket ed è tanta roba, ma anche perché è un ragazzo che ha bisogno di sicurezze e di amore, che è capace di riconoscere i propri errori e nonostante commetta degli sbagli è pronto a rimettersi in gioco ed a lottare per ottenere ciò che desidera.

«La mia sensazione è che non indossi maschere; Dave è proprio come lo si osserva, un ragazzo con un sorriso che lascia senza fiato; un po’ scostante all’inizio, però, quando decide di aprirsi, diventa simpatico e divertente.»

Del resto, nel basket, come nella vita, essere estromessi per aver commesso delle irregolarità è molto facile, ma grazie a Three point shot, ho scoperto che a differenza di altri sport, se un giocatore viene mandato fuori, ha la possibilità di rientrare in gioco e rimediare ai propri errori. 

Non pensate che questa sia una cosa bellissima? Io sì, perché anche nella vita, tutti avrebbero diritto di poter dire:

«Se cadiamo ci rialziamo.»

Insomma questo sport romance, non racconta di partite da sogno e  giocatori perfetti ma neanche di personaggi irreali e amori da favola. Three point shot contiene pagine di normalità, di sentimenti reali, di difficoltà oggettive e concrete e trasmette un’intera gamma di emozioni condivisibili e tangibili.

Three point shot parla, infatti, di situazioni realistiche e sensazioni veritiere delle quali si può essere in grado di scrivere, così limpidamente ed apertamente solo se si è una persona trasparente e sincera, come lo è Martina Pirone.

Attraverso le sue parole si guarda lo sport non come un semplice mezzo per raggiungere la fama ed il successo, cosa che purtroppo accade troppo spesso, ma come ad un strumento per sfidare i propri limiti, condividere emozioni con amici e compagni di squadra, per dimenticare, anche solo per un pochino, i problemi  che tormentano e assillano.

E allora, dico grazie a Martina Pirone “autrice”, che ha donato a queste pagine la parte migliore di sé. Ma approfitto per dire grazie anche a Martina Pirone “persona”, per ogni messaggio scambiato, ogni risata regalata e per l’amicizia sincera e per nulla scontata di cui mi ha onorata.

«Lei è il mio tiro vincente allo scadere dei ventiquattro secondi, dona speranza e voglia di ripartire anche quando tutto sembra perduto.»

Copia ARC inviata gratuitamente dall’Autrice in cambio di una recensione onesta e sincera.

 

 

 

 

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