UNO

UNO di Jane Blythe

UNO

Titolo: UNO: Conta fino a dieci

Serie: #1 Conta fino a dieci (no autoconclusivo)

Autore: Jane Blythe

Genere:  Thriller

Tipo di finale: Aperto

Narrazione:  terza persona

Traduzione: Carmelo Massimo Tidona 

Editing: Daniela Mastropasqua 

Cover: Franlu 

Data di pubblicazione: 20 aprile 2020

Editore:  Hope Edizioni – Collana Hope Crime

Link per l’acquisto: https://amzn.to/2XYlAdZ

Trama:

Per salvare la donna che ama, lui deve lasciare a piede libero un assassino.

La vita di Annabelle Englewood si sta sgretolando attorno a lei. Tutta la sua famiglia è stata trucidata; lei è accusata di aver commesso quel crimine e il detective che lavora al caso le fa provare cose che non vuole provare, sfidando la sua convinzione di non essere degna di essere amata.  

Il detective Xavier Montague sa bene che non deve farsi coinvolgere da una donna su un caso a cui sta lavorando. In particolar modo da una donna che è emotivamente vulnerabile. Eppure, contro ogni logica, è attratto da Annabelle, ma la sua attrazione proibita lo obbligherà ad affrontare il momento più buio della sua vita.

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 UNO è il primo volume della serie Conta fino a dieci di Jane Blythe, ed anche il primo thriller portato in Italia dalla Hope Edizioni per arricchire la Collana Hope Crime. In totale i volumi che compongono questa serie sono dieci, quindi siamo soltanto all’inizio di questa nuova inquietante storia.

Ma chi sono i protagonisti di UNO?

Il detective e la sua partner? No. 

Anzi, non proprio.

Infatti, oltre al detective Xavier Montague, al centro dell’attenzione c’è Annabelle Englewood, una vittima sopravvissuta alla furia omicida di uno spietato assassino. Xavier è il poliziotto che, in coppia con la sua partner e migliore amica Kate Hannah, viene mandato ad indagare sulla scena del crimine dove si sospetta sia stato commesso un omicidio. Un vicino ha visto qualcosa di strano ed ha allertato i soccorsi. In casa della famiglia Englewood è successo qualcosa di orribile. Sono stati uccisi e poi brutalmente mutilati, tutti. 

Quando Xavier giunge sul posto, però, si rende conto che il killer ha risparmiato la  vita ad una delle figlie. Annabelle è priva di sensi, ferita e ricoperta di sangue e lui, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, cerca di darle aiuto.

Durante questi pochi concitati minuti, lei apre gli occhi e lui rimane colpito. Il loro colore è molto particolare, un celeste così chiaro da sembrare bianchi. Quello che, però, attira maggiormente l’attenzione di Xavier mentre li osserva è la sensazione che riescono a suscitargli. Come se si fosse stabilita una connessione tra loro, sente un’immediata sintonia, un legame invisibile determinato da qualcosa che li accomuna, forse, si tratta del dolore. Entrambi, infatti, lo conoscono e lo hanno provato.

Xavier ha conosciuto il dolore della perdita qualche anno prima, quando sua moglie Julia fu aggredita in casa mentre lui si trovava  fuori per lavoro. Ancora oggi, i sensi di colpa per non essere stato presente lo tormentano, ma quello che proprio non riesce a perdonarsi è di non aver capito quanto, i fatti di quella notte, avessero devastato la salute mentale e psicologica della sua donna. Le conseguenze, tremende e deleterie, rovineranno per sempre la loro vita e non smetteranno mai di provocare dolore.

Da allora, Xavier non ha più voluto legarsi sentimentalmente a nessun’altra donna, ma la vicinanza con Annabelle, fragile e bellissima, suscita in lui un senso di protezione. Ma anche un’innegabile attrazione che non provava più, da tanto tempo, per nessuna.

Annabelle, è da tutti considerata una brava ragazza, riservata ed esclusivamente dedita alla famiglia. Nessuno riesce a spiegarsi perché la famiglia Englewood sia stata presa di mira da uno spietato assassino.

Lei è immersa nel dolore, sicuramente molto provata per quello che sta passando, si sente impaurita e sola. Ma il dolore e la solitudine sembrano accompagnarla da molto più tempo rispetto ai tragici eventi recenti. Annabelle, viveva con i membri della sua famiglia, ma per qualche ragione, si sentiva sempre sola.

«Non era abituata a gente che si dispiacesse per lei o le prestasse interesse; era stata autosufficiente fin da quando aveva circa cinque anni. La metteva a disagio quando le persone le prestavano troppa attenzione.»

Nel suo passato deve essere successo qualcosa che l’ha resa insicura e fermamente convinta di non essere meritevole di attenzioni e di ricevere amore. 

Per queste ragioni, in lei, si è fatta strada l’idea di non voler frequentare nessuno.

Adesso, però, che la sua vita è messa a dura prova e che in giro c’è un killer spietato, lei sente il bisogno di avere qualcuno vicino, che si prenda cura di lei e che non la faccia più sentire sola.

«Ripensò alla visita dei detective quella mattina e a quanto si fosse sentita salva e al sicuro tra le braccia del detective Montague. Ma era stata un’illusione. Niente di più. Non era al sicuro. L’uomo che le aveva fatto del male era ancora là fuori. L’uomo che aveva ucciso la sua famiglia era ancora libero di uccidere altre persone.»

Xavier, anche se è ben consapevole di infrangere le regole, decide di proteggere personalmente Annabelle. Lei ha bisogno d’aiuto e lui vuole essere l’unico a darglielo.

«“Xavier, sei davvero serio con Annabelle, o pensi solo che abbia degli occhi insoliti?” “Non è che i suoi occhi siano insoliti.” Tentò di spiegarle quello che provava. “È quello che c’è dentro. Non so, sento solo un qualche tipo di legame.”»

Ma le omissioni e le bugie quanto ci metteranno a mettersi contro la possibilità di un loro avvicinamento?

Solo la forza di un sentimento vero e sincero, potrebbe rendere possibile la nascita di una relazione nata tra il sangue e le macerie.

L’assassino, inoltre, non sembra intenzionato a fermarsi e, oltretutto, non ha dimenticato di aver lasciato in vita Annabelle.

UNO

In questo thriller, quasi tutte le vittime ci vengono descritte, fatte conoscere nella loro quotidianità, quindi, la loro morte cruenta colpisce molto più duramente.

Il killer non le risparmia, non prova pietà, non si crea il minimo scrupolo, non percepisce differenze tra uomini e donne, adulti e bambini. 

«Non aveva mai pensato a se stesso come a un possibile serial killer. Crescendo, era stato felice e ben equilibrato. Suo padre era stato assente, ma lui e sua madre stavano bene insieme. A scuola era stato popolare, intelligente e bravo negli sport. Aveva avuto molti amici e, grazie al suo bell’aspetto, un mucchio di ragazze. Nel suo passato, nessuno strizzacervelli avrebbe trovato qualcuno dei cosiddetti indicatori di un serial killer. Era diventato quello che era ora a causa di ciò che altri gli avevano fatto.»

Lui cerca e trova piacere nel sangue e nella morte e, soprattutto, vuole portare a termine il suo folle piano.

«Penso che abbiamo un assassino che ha un particolare obiettivo in mente e non fermerà prima di averlo raggiunto.»

Ma, dietro quale volto si nasconde tanta ferocia, tanta lucida pazzia criminale?

Chi è veramente il killer delle famiglie?

Alcune risposte si riescono a trovare leggendo UNO, ma per sapere tutto quello che di irrisolto rimane dopo il finale, si dovrà attendere i volumi successivi.

Per quello che ho potuto verificare, i protagonisti di questo volume, dal finale aperto e dai tanti interrogativi irrisolti, li ritroveremo successivamente, ma probabilmente dal terzo volume, perché nel secondo ci saranno nuovi personaggi da conoscere.

La lettura di UNO, mi ha lasciata un tantino insoddisfatta, probabilmente perché non mi aspettavo un finale aperto e perché non sono stata in sintonia con alcune scelte narrative. Infatti, la terza persona ha reso l’approccio con i personaggi e con il killer abbastanza distaccato; inoltre, alcuni aspetti del passato di Xavier vengono ripetuti tante volte, tanto da avermi fatto pensare “va bene, ho capito! Approfondiamo altro”. 

Ho trovato, invece, molto originale la scelta di un serial killer che uccide intere famiglie. Un pazzo maniaco che prova, durante la loro esecuzione, un sadico piacere nella percezione del dolore profondo che provano le vittime, quando, consapevoli della loro morte imminente, sono costretti a veder morire le persone che più amano.

Non mi resta che aspettare di leggere i prossimi volumi della serie per conoscere gli sviluppi della storia e per scoprire se Jane Blythe, fornendo nuove risposte e nuovi dettagli, riuscirà ad eliminare anche le mie piccole insoddisfazioni.

«Saltellando su per le scale, estrasse il coltello dal fodero che teneva alla cintura attorno alla vita. Si fermò alla finestra in cima alle scale e lo sollevò per cogliere la luce della luna sulla lama lucida. Quella notte sarebbe stata diversa dalle altre. Quella notte sarebbe stata molto più divertente.»

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