Una mummia nell'armadio

Una mummia nell’armadio di H. Joking

Una mummia nell'armadioTitolo: Una mummia nell’armadio
Serie: Serie #1
Autore: H. Joking
Genere: Young Adult, Paranormal Romance
Narrazione: Prima persona (Daphne)
Pagine: 268
Tipo di finale: Aperto
Data di pubblicazione: 23 Marzo 2020
Editore: Triskell Edizioni
Trama: Ah, l’antico Egitto, le piramidi, la sfinge… i misteri dei faraoni.
La storia mi ha sempre affascinata, lo ammetto, ma mai avrei pensato che un giorno mi sarei portata a casa… una mummia!

No, non l’ho trafugata dal suo sarcofago per i suoi tesori. Per chi mi avete presa?
In realtà è molto peggio di così.
Mi credereste se vi dicessi che la mummia è viva? Lo so, io stessa mi prenderei per pazza. Io, che da sempre ho un’indole positivista. “Provare per credere”.
Eh sì, solo che non potevo non crederci visto che Reshef ha ripreso vita davanti ai miei occhi, mandando a farsi friggere tutte le mie certezze. E la mia tranquillità.
Già. Avete mai provato a vivere con un faraone? Non è sempre la personcina più docile del pianeta. Soprattutto quando si mette in testa qualcosa. Tipo di recuperare i suoi vasi canopi, cosa che gli permetterà di riprendere sembianza umane… O di scoprire chi lo ha ucciso.
Beh, risolvere un mistero di 3000 anni fa, certo, che ci vuole?

Anche voi siete rimasti affascinati dalla storia dell’Antico Egitto durante le lezioni a scuola o al liceo? Beh… diciamo che la nostra protagonista di questo romanzo non si sarebbe mai aspettata di ospitare in casa un faraone…

Il libro in questione è Una mummia nell’armadio, scritto da H. Joking e pubblicato da Triskell Edizioni. La protagonista si chiama Daphne: ha sedici anni, occhi azzurri come l’acqua e capelli biondi del colore della sabbia del deserto. Durante una visita al museo di Washington, città in cui è nata e cresciuta, insieme al suo professore e ai suoi compagni, si ritrova a vagare fra le sale della mostra egizia con il suo migliore amico Ethan e… alla sua vecchia cotta, Logan.

Lasciati a vagare da soli fra le varie sale e senza nessun supervisore, Daphne rimane sola dopo un’accesa discussione con Logan e fugge all’interno del museo, dopo averlo liquidato. La ragazza corre giù per le scale, e nella fretta, fa quasi capitolare a terra il povero anziano guardiano del museo che l’avvisa che è quasi orario di chiusura. Incuriosita dalle nuove sale che le si presentano di fronte, Daphne decide di esplorarle.

Il volto del giovane raffigurato aveva una pelle talmente liscia da dare l’impressione di risultare morbida se solo avesse potuto essere sfiorata; indossava un copricapo rigato con intarsi di vetro blu, che dalla fronte scendeva sulle spalle e sul quale troneggiavano due serpenti dai corpi intrecciati. Quanto alla mummia, era difficile distinguerne anche soltanto la sagoma, poiché le bende la infagottavano. 

Durante quest’esplorazione, però, all’improvviso si avvertono alcune scosse di terremoto, insieme ad una voce che richiede aiuto. Da dove proviene la richieta di soccorso, se nella sala non c’è nessuno? Sembra provenire dalla mummia caduta sul pavimento. Daphne, dapprima spaventata, inizia a scappare, ma poi ci ripensa e recupera la mummia e fugge, sperando di non essere scoperta da nessuno.
La mummia è decisamente viva e sembra notevolmente disorientata e impaurita così, Daphne, la nasconde nel suo armadio, cercando una soluzione razionale a tutto quello che è accaduto di fronte ai suoi occhi.

La ragazza scoprirà poco dopo di avere a che fare con il faraone Reshef… che credetemi, ha proprio un gran bel caratterino ostinato e testardo. Ma Daphne non si farà di certo intimidire, nonostante l’aura di potere e sovranità che il ragazzo di fronte a lei emana. Reshef non ha la minima idea di dove si trova, ne tantomeno ricorda quanto accaduto; ha dei vuoti di memoria e tutto ciò che vuole è tornare a governare il suo amato regno. Ma Reshef è una mummia… come ha fatto a tornare in vita dopo migliaia di anni?

Beh, cari Colours, i misteri da risolvere in questo libro sono parecchi… o forse dovrei dire enigmi? Riuscirà Daphne a sopportare il suo ingombrante ospite? Ma soprattutto ce la faranno a unire le forze e scoprire cosa accadde al giovane faraone quando morì?

Personalmente durante la lettura di Una mummia nell’armadio ho trovato davvero un grande studio dell’Antico Egitto e di tutte le varie usanze e culture. In particolar modo per quanto riguarda le tecniche di imbalsamazione e di tutte le pratiche religiose alle quali gli egizi si affidavano. Eppure, a volte, tutto questo approfondimento della storia, in alcuni punti del romanzo, ha reso la lettura davvero tanto tecnica e po’ da manuale di storia.

Capisco bene quanto sia fondamentale spiegare alcune cose per poter comprendere meglio tutta la narrazione, perché infondo stiamo parlando di una mummia vecchia di migliaia di anni che si risveglia nel mondo moderno. Si ha a che fare con due mondi che collidono e che si scontrano, ed è necessario per capire meglio le origini di Reshef.

La prima parte di Una mummia nell’armadio è sicuramente più lenta e tecnica proprio per la narrazione storica e culturale, poi più proseguivo nella lettura più la storia si faceva intrigante, fresca e diversa. Perché diversa? Beh, l’intreccio narrativo e la trama mi hanno colpita per la loro originalità. Siccome stiamo parlando di un libro Young Adult, non aspettatevi scene intime o passionali, ma piuttosto un’amore dolce, che sboccia pian piano in seguito al corteggiamento.

«La gentilezza conta molto, ma non è ancora tutto,» tentai perciò di controbattere, per non dargliela vinta. «Servono molte altre attenzioni e ancora potrebbe non bastare. Tra due persone che si amano esiste un’intesa speciale, qualcosa di ineffabile, che non può essere spiegato con semplici parole.» «Qualcosa di magico, insomma…» concluse lui, credendo forse di essere a un passo dalla vittoria.

Sinceramente, avrei preferito leggere qualche scena dolce e romantica in più sui due protagonisti, ma ovviamente la parte dell’avventura e del mistero prevale su tutto il resto. In alcuni punti l’ho trovato divertente e simpatico, eppure, nonostante questo, mi è mancata comunque quella scintilla da farmi coinvolgere appieno nella storia. Per quanto riguarda il finale di Una mummia nell’armadio, l’autrice H. Joking lascia ben intendere che le avventure non sono per niente finite per Daphne e Reshef e sono ovviamente curiosa di scoprire che cosa ha in serbo per loro il destino.

Una mummia nell’armadio è una lettura accattivante e diversa, che consiglio a tutti gli amanti del genere paranormale e young adult. Sono molti i segreti che devono essere scoperti… e soprattutto un certo faraone ha una gran sete di conoscere chi lo ha ucciso. Siete pronti a compiere un viaggio tra il mondo moderno e l’Antico Egitto? Io nel frattempo, rimango in attesa del seguito…

Ringrazio la Triskell Edizioni per aver fornito la copia ARC in cambio di una onesta recensione.

 

 

 

 

 

 

 

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