Un po’ santi e un po’ peccatori

Un po’ santi e un po’ peccatori di Marie Sexton

Un po’ santi e un po’ peccatori Titolo: Un po’ santi e un po’ peccatori
Serie: Stand Alone

Autore: Marie Sexton

Titolo originale: Between Sinners and Saints
Genere: Contemporary Romance, LGBTQ, Gay romance
Narrazione:
Terza persona

Pagine: 340
Tipo di finale: Concluso
Data di pubblicazione
: 26 Aprile 2014
Editore: Triskell Edizioni
Trama:

Levi Binder è un barista di Miami al quale interessano solo due cose: il sesso e il surf.

Ostracizzato per la sua omosessualità dalla sua famiglia di fede mormone, Levi è determinato a vivere la vita a modo suo, ma tutto cambia quando incontra il massaggiatore Jaime Marshall.

Jaime è abituato a stare da solo.

Ossessionato dagli orrori del suo passato, ha come unico amico un cane: la fedele Dolly. E non ha idea di come gestire un uomo splendido e vivace come Levi.

Completamente agli antipodi in superficie, sia Levi che Jaime desiderano qualcosa che possono trovare solo stando insieme.

Attraverso l’amore e il potere terapeutico del tocco delle mani, troveranno un modo per guarirsi l’un l’altro e impareranno a vivere come peccatori in una famiglia di santi.

Recensione Cari Colours benvenuti! Quest’oggi voglio parlarvi di un romanzo contemporaneo LGBTQ dal titolo Un po’ santi e un po’ peccatori scritto da Marie Sexton, tradotto e pubblicato da Triskell Edizioni.

Attenzione: ci tengo a precisare che questo libro tratta dei temi veramente profondi e molto delicati come l’abuso sessuale su minori, quindi deve essere una lettura consapevole dei temi affrontati.

Un po’ santi e un po’ peccatori è una lettura intensa, non facile da affrontare per gli abusi che vengono narrati al suo interno, ma che l’autrice è stata perfettamente in grado di trattare, senza risultare troppo approfondito o pesante.

Iniziamo da Levi Binder.

Lui è un barista di trent’anni che vive per il sesso senza legami e per il surf.

Vive a Miami e lavora in un pub, il The Zone, luogo adatto per rimorchiare e vivere al meglio la sua vita da ribelle. Almeno… questo è quello che crede Levi.

Il nostro surfista ha infatti un rapporto molto complicato con la sua famiglia mormone, che vede il suo stile di vita e la sua omosessualità come un peccato di fronte agli occhi di Dio.

Levi ovviamente è un ribelle: si è allontanato il più possibile dalla sua famiglia, che sente telefonicamente e vede poco spesso, per poter vivere la vita secondo le sue regole e non secondo le regole di altri.

Inizialmente, l’ho trovato un personaggio un po’ superficiale, quasi infantile e troppo legato al vizio della carne, se vogliamo metterla così.

«Ce n’è voluto di tempo,» disse Max quando Levi tornò al bar.

«Stai diventando lento, ora che sei vecchio.»

Levi, però, da qualche tempo ha dei dolori che partono dalla schiena e si irradiano nella parte bassa, fino alla coscia.

Parlando al telefono con l’unica sorella, Ruth, con la quale Levi ha un rapporto più stretto, si lamenta di questo dolore fisico e il marito di lei, un chirurgo ortopedico di nome Jackson, gli suggerisce di provare con dei massaggi.

Ed è così che entra in gioco il protagonista che più mi ha affascinata e mi ha catturata con la sua innocenza, con la sua dolcezza e il suo buon cuore: Jamie Marshall.

Jamie è un giovane massaggiatore dai capelli ricci e biondo fragola, con un fisico magrolino e asciutto, ma questo corpo nasconde molti segreti, molta oscurità, ma anche una forza immensa.

Improvvisamente Jaime spinse forte contro la coscia.

Fece così male che Lesi quasi saltò giù dal lettino.

«Ahi! Ma che diavolo?! L’hai fatto di proposito?»

«Ti ho distratto dall’altro tuo problema, no?» rispose Jaime senza nemmeno il cenno di un sorriso.

«Sei un po’ sadico, vero?»

«Non sei la prima persona che lo pensa.»

Le sedute proseguono settimana dopo settimana, ma Jamie diventa per Levi un chiodo fisso e il suo unico obiettivo è quello di infilarsi nei suoi pantaloni.

Consapevole del suo bell’aspetto e di non aver mai fallito, prova a sedurre Jamie durante un massaggio.

La situazione precipita rovinosamente… Jamie non è come tutti gli altri uomini.

Lui è terrorizzato dal buio, tormentato dagli incubi che tutte le notti tornano a insinuarsi nella sua mente e continuano a impedirgli di vivere come una persona “normale”.

Anche Jamie è attratto da Levi, ma le difficoltà e gli ostacoli che i due protagonisti di Un po’ santi e un po’ peccatori dovranno affrontare sono molti e piuttosto insidiosi.

La cosa che ho apprezzato di più di Un po’ santi e un po’ peccatori è la maturazione di entrambi i protagonisti.

Se all’inizio Levi sembra molto immaturo, ribelle e guidato solo dal proprio corpo, nel romanzo leggiamo la sua crescita e la sua comprensione del valore della vita e quello delle persone.

Con il passare del tempo Jamie e Levi, diventano amici, poi migliori amici, e poi… non posso fare altro che consigliarvi questa lettura per scoprire cosa accadrà.

Jamie è un protagonista forte, ma ha un passato oscuro che lo ha segnato fin dalla sua tenera età e, da allora, non sa cosa significa concedere fiducia a un’altra persona.

Non sa cosa sia l’amore e non sa cosa significa sentirsi amato, voluto, ma soprattutto protetto come qualcosa di raro e prezioso.

Come accennato in precedenza, gli orrori del passato, non saranno le uniche cose a intralciare il loro cammino.

La famiglia mormone di Levi è stata per me un supplizio.

Posso comprendere l’importanza della fede e della religione, ma l’ho trovata troppo estenuante e asfissiante.

Per me non è stata una lettura facile, principalmente per quanto riguarda la parte religiosa, ma non per questo meno piacevole, anzi.

Capisco bene le motivazioni di Levi di voler fuggire il più lontano possibile e ribellarsi a quelle regole, ma so quanto la famiglia, e ancor di più l’approvazione da parte della propria, sia di enorme importanza.

Ho provato con tutte le mie forze a comprenderla, ma a parte pochissime eccezioni, come Ruth e suo marito Jackson, oppure suo fratello Caleb e la madre Nancy, non sono riuscita a sopportarli.

L’accettazione dell’omosessualità in una famiglia religiosa è il tema quasi centrale all’interno di Un po’ santi e un po’ peccatori.

Ammetto che, a gusto mio, avrei preferito un po’ meno la presenza di questa parte, e un po’ più di Jamie e Levi.

Ho trovato davvero molto pesante l’ossessione, perché non si può che definirla pura ossessione, della famiglia di Levi di convincerlo in tutti i modi a cambiare, a vivere una vita di castità, perché l’amore omosessuale è peccato.

Oppure peggio, a sposare una donna o trovare con lui un “compromesso” e chiedergli di frequentare dei gruppi che aiutino a diminuire l’attrazione sessuale verso lo stesso sesso.

«Siamo tutti peccatori. Anche questo è parte della dottrina, ma a te piace dimenticarlo.» «E quando Levi verrà a casa con un marito, allora?

Presenterai il tuo bambino a due zii e gli dirai che è parte del piano di Dio?»

«Basta,» disse Ruth, abbastanza forte da essere sentita.

Ahimè… il cammino verso il lieto fine di Un po’ santi e un po’ peccatori è lungo e difficile da superare.

Ma se deciderete di affrontarlo, vi garantisco che non ne rimarrete affatto delusi.

Jamie ha una splendida storia da raccontarvi e Levi vi mostrerà che è possibile cambiare in meglio e trovare la retta via guidato dall’amore che li unisce.

Marie Sexton è riuscita di nuovo a lasciarmi senza parole.

Consiglio Un po’ santi e un po’ peccatori a chiunque voglia affrontare un romanzo corposo, ma splendido nei contenuti, di nuovo, con la consapevolezza delle tematiche affrontate e soprattutto per la profondità della storia.

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