Terraferma

Terraferma di Laura Vegliamore

Titolo: Terraferma 
Serie: Stand Alone, autoconclusivo
Autore: Laura Vegliamore
Genere: Storico
Tipo di finale: Chiuso
Narrazione:  terza  persona
Data di pubblicazione: 30 marzo 2020
Editore: DriEditore (Collana DriEditore Historical Romance)
Trama:
Un giovane dal passato misterioso. Una ragazza alla ricerca della verità. Un segreto da svelare.
«Non potete continuare a escludere il mondo, non potete lasciarlo fuori per tutta la vita.»
Sì, invece. Poteva eccome.

Newquay, Cornovaglia. 1866.

Jude, figlio adottivo di Lord Wingfield, è un giovane cupo, strano e dannatamente introverso.
Dal giorno in cui è stato trovato sulla spiaggia, quasi in fin di vita, su di lui aleggia un fitto mistero che nessuno sembra in grado di risolvere.
In uno dei suoi giorni tutti uguali, il giovane si imbatte per caso in Olive, l’eccentrica figlia del dottor Liddle.
Come una mareggiata imprevista, il sentimento che nasce tra i due li sorprende e destabilizza nel profondo.
Un’altra tempesta, però, è in procinto di esplodere e il passato di Jude è pronto a riemergere stravolgendo ogni cosa.
La giovane Olive sarà abbastanza forte per salvarlo dalle onde e riportarlo sulla Terraferma?

Copia ARC inviata gratuitamente dalla CE  in cambio di una recensione onesta e sincera.

« “Il mare restituisce sempre quello che prende, in un modo o nell’altro.”»

Tormento, perdita e sofferenza. Cuori che non si rassegnano, tra speranza ed illusione, trepidazione e tempesta. 

Tutto questo è solo l’inizio di Terraferma, il nuovo storico di Laura Vegliamore che, la DriEditore ci propone per evadere da questo inizio di primavera in quarantena e per il quale siamo lieti di partecipare al Review Party.

La storia si svolge tra le coste di dove il mare in tempesta diventa causa ed effetto di eventi passati e futuri. Un inizio che anticipa lo tsunami che travolgerà le vite di Jude Wingfield e Olive Liddle.

Jude era solo un bambino quando fu trovato moribondo, sulla riva del mare, da Lord Wingfield. Lui, cresciuto con il conte, non ricorda – o non può ricordare – nulla del suo passato, ma qualcosa di opprimente ed inquietante, ancora oggi, gli impedisce di affrontare il mondo e tutto ciò che si trova al di fuori delle mura del suo maniero. 

Jude è un solitario, dal carattere burbero e ombroso, schivo e poco incline alla socializzazione. 

«Nascondersi era quanto di più simile al conforto riuscisse a provare, in quell’assurda e monotona cadenza di giorni e ore in cui era intrappolato. Sfuggire alle voci, agli sguardi e ai sorrisi untuosi era semplice e innocuo. Come respirare.»

Il suo unico modo di esprimere le proprie emozioni è quello di disegnare e dipingere.

Olive, invece, è la figlia di Horace Liddle, il medico del paese rimasto vedovo quando lei venne alla luce; una ragazza forte, determinata incapace di conformarsi ai dettami della società. È cresciuta seguendo le orme del padre, appassionandosi, giorno dopo giorno, alla medicina e alla conoscenza delle proprietà curative delle piante. Oggi è diventata così brava da poterlo affiancare durante le visite ai pazienti e, addirittura, sostituirlo quando è necessario.

Jude e Olive hanno in comune alcune cose: amano il disegno, non sono accettati e ben visti dagli abitanti di Newquay e amano la solitudine. 

Sono approdati il medesimo giorno sulla stessa terra: Jude restituito dal mare, Olive mandata dal cielo.

Ma, mentre, Jude è tempesta…

«Aveva sognato il mare, di nuovo. Un mare nero e in subbuglio, specchio di una notte spenta e capricciosa, senza luna e piena di vuoto. Poi il mare si era fatto moltitudine di volti e corpi, di vesti e grida. L’aveva cinto e stretto, soffocato fino a divorargli l’aria nei polmoni…»

Olive è terraferma.

«Siete terraferma, Olive. Siete il mio scoglio immobile e gentile, la sponda salvifica sulla quale approdare. Sorrideva, Jude, fermo nella sua mente.»

Il loro incontro è molto particolare, così come l’evoluzione della loro conoscenza e del loro rapporto.

Terraferma

Terraferma racconta di quei turbamenti del cuore originati da sentimenti d’amore di un tempo passato, che forse oggi non siamo in grado di provare con la stessa intensità e che invece Laura Vegliamore è stata capace di riportare nei nostri cuori. 

«Divenne aria, si sentì vento. Era terraferma e divenne tempesta.»

Terraferma mette di fronte a quelle paure e sofferenze dell’animo che, imperiture, sono ancora tristemente attuali e che, per questo, arrivano, colpiscono ed emozionano.

Ma Terraferma dona anche speranza. La speranza che, dopo aver raggiunto un approdo sicuro, il mare in tempesta, che sorprende e sconvolge nel corso della vita, smetterà di fare paura. 

«“Siete il mio scoglio immobile e gentile, la sponda salvifica sulla quale approdare.”»

Aggrappandosi a ciò che fa stare bene,  si può essere in grado di voltarsi a guardare la burrasca e, finalmente vederla con il giusto distacco, non più minacciosa, e quindi, pronti a dargli le spalle per poter andare avanti.

«Sono nata in un luogo regolato da maree e tempeste, in cui il mare urla o dorme, il vento scalpita o tace. Non ho paura di voi, non temo la vostra solitudine, né la vostra tempesta. Riesco a vedere oltre venti e schianti, tormente e tempeste. So che poi c’è sempre la luce.»

Laura Vegliamore per me è stata una bellissima scoperta. Impetuoso è il suo comunicare con il lettore, travolgente la narrazione della storia di Olive e Jude, appassionante la scoperta del passato di quest’ultimo.

Un linguaggio ricercato, elegante ed accattivante che trascina il lettore sulle sponde di quel mare in tempesta, lo convince ad ascoltarne il fragore, infondendogli la speranza di poter godere, presto, di una nuova e ritrovata serenità.

«“È vero. Non fa più paura.”»

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