Solo la verità 1832

Solo La verità 1832 di Octavia K Sour

Titolo: Solo La verità 1832
Serie: 1# di una duologia
Autore: Octavia K Sour
Genere: Storico
Tipo di finale: aperto
Narrazione:  prima persona, POV alternati dei protagonisti ( Lee Ann, Lawrence & Terence)
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2020
Editore: Pubme – Collane Io me lo leggo

TRAMA:
Lee Ann ha vissuto la sua vita divisa tra la sua casa a Torino e diversi collegi all’estero, sempre lontana dai suoi genitori spesso in viaggio. Ora che questi sono morti, in circostanze misteriose, è costretta a lasciare Torino per trasferirsi da Sir Stladstone, il suo padrino che vive in Toscana con sua moglie e i due giovani figli: Terence e Lawrence.

Lee Ann, dopo tante sofferenze, sente di poter essere nuovamente felice, ma non tutto è come sembra. Quello straordinario legame tra fratellanza e amicizia, con Terence e Lawrence, rischia di infrangersi. L’affetto diventa amore e quando alcuni segreti vengono allo scoperto tutto si complica.
C’è qualcosa sotto la perfetta facciata della famiglia Stladstone? Cosa nascondono alla ragazza?

Copia ARC inviata gratuitamente dalla CE in cambio di una recensione onesta e sincera.

Octavia K Sour, con Solo la verità 1832, primo volume di una dilogia,  porta indietro nel tempo, facendo sognare e trepidare, sperare e disperare, fino alla fine del romanzo. Ma devo avvertirvi subito: le pagine, di questa prima parte, coinvolgono e appassionano ma lasciano con il fiato sospeso in attesa del continuo di questa travagliata storia. 

La storia si svolge, per lo più, a Gineste presso la dimora degli Stladstone, dove la giovane Lee Ann Reetler si trova costretta ad andare a vivere dopo la morte dei suoi genitori.

Una morte avvolta dal mistero a cui Lee Ann cerca di dare una spiegazione. Come allo stesso modo cerca di trovare la verità sulle motivazioni che hanno spinto i suoi genitori ad indicare nel loro testamento come suoi affidatari i coniugi Stlandstone. Infatti, nonostante loro siano amici di vecchia data di suo padre e di sua madre, lei non ha mai avuto modo di conoscerli. Per lei sono degli estranei e per quanto gentili ed ospitali,  lei avrebbe, di gran lunga, preferito rimanere a vivere con suo zio Arthur Reetler. 

«In quei giorni luttuosi lasciavo Torino, quella che era stata la mia dimora dopo tanti spostamenti. Lasciavo mio zio, l’ultima persona che mi era rimasta, per andare verso la Toscana, verso l’ignoto, verso degli sconosciuti divenuti miei affidatari.»

Purtroppo non può opporsi alle loro ultime volontà. Così, rassegnata, si trasferisce a casa della sua nuova famiglia ed lì che ha modo di conoscerne tutti i componenti, compresi i suoi nuovi fratelli. Lawrence e Terence.

Da subito i due fratelli si dimostrano disponibili e premurosi. La loro compagnia le permette di distrarsi ed a volte persino divertirsi.

Lee Ann ha solo quindici anni, ha per lo più vissuto in collegio e non è abituata a vivere con altre persone. Si ritrova, pian piano, ad apprezzare le sensazioni di appartenenza e le attenzioni che gli Stlandstone le riservano. Il suo stato d’animo, inizialmente sempre triste, si rasserena. Soprattutto il sincero affetto che la lega sempre di più a Lawrence e Terence le permetterà di assaporare un pochino di felicità, pur non dimenticando mai i suoi genitori e coltivando, ogni giorno, il desiderio di scoprire la verità sul loro omicidio.

Lawrence e Terence Stladstone sono molto diversi tra di loro, sia nell’aspetto estetico che a livello caratteriale. Terence è molto espansivo, quasi teatrale nelle sue manifestazioni, sempre allegro e pronto all’azione. Non si ferma mai.

Lawrence, invece è molto più discreto e riservato. Ama stare da solo ed immergersi tra le pagine dei suoi amati libri. 

Lee Ann, riservata e poco propensa a stare al centro dell’attenzione, pur provando un sincero affetto per Terence, trova subito una sintonia ed un’affinità particolare con Lawrence.

«“Ma è con voi che per la prima volta provo il sentimento della familiarità, della confidenza… dell’amicizia”.»

Del resto, anche quest’ultimo, sempre molto taciturno ed apatico sembra trovare sempre più interessante e coinvolgente la compagnia di Lee Ann, tanto che presto la sua presenza quotidiana diventa per lui fondamentale.

«Forse per la prima volta nella mia vita sentii davvero il peso del giudizio di Terence, di quel concetto ripetutomi all’infinito: Lawrence sei così noioso, tedioso, pesante, pedante, affatto divertente… Doveva esser vero, temetti di annoiare Lee Ann. Eppure sembrava mi ascoltasse piuttosto interessata.»

Con lei si trova a suo agio, la trova intelligente e gli piace molto passare del tempo con lei. In sua compagnia sta bene.

Il tempo renderà profonda e unica la loro intesa, e questo non sarà per niente ben visto da Lady Stladstone, e ben presto, la vita di Ann Lee, non sarà più così serena, proprio a causa delle decisioni prese dal suo genitore adottivo.

«Non riuscivo veramente a dare una spiegazione sensata a ciò che stava accadendo, ma non ero più ben accetta come prima. Tutto era avvenuto così improvvisamente e senza alcun preavviso.»

La famiglia Stladstone però non è del tutto sincera nei confronti di Lee Ann. Segreti, bugie ed omissioni, diventano unombra minacciosa per il rapporto che con il tempo legherà sempre di più i tre giovani ragazzi.

Solo la verità 1832

In cinque anni, spazio temporale che permette di conoscere e osservare i protagonisti di Solo la verità 1832, quante cose possono cambiare? Le persone, i sentimenti, i rapporti e gli equilibri, nel bene e nel male, possono trasformarsi. A volte, però, quando si vive senza essere sinceri, le decisioni prese diventano trappole per il cuore e catene per le emozioni. Solo la verità, è in grado di liberare dall’angoscia e dall’infelicità, ma bisogna avere il coraggio di dirla, ma soprattutto di rivelarla al momento giusto.

«Dal vassoio bronzeo sul tavolo prese una ciliegia distrattamente. Mi persi a guardare le sue labbra rosee schiudersi lentamente per mangiare il frutto. Perfette, le desideravo per me.»

Cosa succederà ai protagonisti di Solo la verità 1832? Sinceramente leggendo , li ho molto amati, e se da un lato non vedo l’ora di conoscere il seguito delle vicende che li riguardano, dall’altro ho quasi timore di scoprire che cosa il destino ha in serbo per loro. 

La scelta di Octavia K Sour di scrivere utilizzando la prima persona e di alternare i punti di vista dei tre protagonisti all’interno dello stesso capitolo, l’ho trovata molto azzeccata. 

I tempi narrativi sono scanditi con precisione e suscitano nel lettore la voglia di scoprire e sapere. Una lettura scorrevole, con dialoghi coinvolgenti e ben strutturati che spingono a leggere voracemente per conoscere l’evoluzione dei rapporti tra i vari personaggi ma soprattutto illude di poter avidamente apprendere la verità.

Ma, leggere Solo la verità 1832 non è sufficiente per saziare questa fame di conoscenza, per tacitarla, l’unica soluzione, è quella di aspettare che Io me lo leggo pubblichi il sequel, che per fortuna uscirà a breve (probabilmente ad aprile 2020).

Solo la verità 1832

 

 

 

 

 

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