Salvare Harley

Salvare Harley di Susan Stoker

Titolo: Salvare Harley
Serie: Delta Force Heroes #3, Autoconclusivo
Autore: Susan Stoker
Genere: Military Romance
Narrazione
: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 316
Data di pubblicazione: 12 Aprile 2020
Editore: Self Publishing
Trama: La programmatrice di videogiochi, Harley Kelso, pensava che fare un lancio in tandem col paracadute, avrebbe contribuito a rendere il suo ultimo gioco più realistico. Invece, l’ha lanciata letteralmente tra le braccia dell’uomo più sexy che avesse mai visto. Harley, nerd fino all’osso, è l’esatto opposto del grande e massiccio Beckett, ma ciò non le impedisce di desiderare qualcosa di più fisico con il soldato sexy.

Quando Beckett “Coach” Ralston si offre di sostituire un istruttore nel club di paracadutismo di un amico, non immagina che avrebbe incontrato la donna che cambierà la sua vita – e di sicuro, non si aspetta nemmeno che lei lo salvi. Ma è proprio ciò che succede quando un incidente, nel bel mezzo della caduta libera, costringe Harley a farli atterrare entrambi sani e salvi, guadagnandosi l’interesse di Coach e, soprattutto, la sua completa gratitudine.
Fino a quando lei sparisce senza lasciare traccia.
Con la scomparsa di Harley il lieto fine, per l’uomo che la ama, potrebbe non essere assicurato, soprattutto quando diventa il principale sospettato.

Susan Stoker è quel tipo di autrice di cui non mi stancherei mai di leggere un libro. E anche questa volta è riuscita a fare centro. Ho iniziato Salvare Harley e, a parte per cenare, non mi sono più fermata. Mi ha totalmente coinvolta dall’inizio alla fine della lettura, è riuscita a tenere alta non solo la mia attenzione, ma a farmi provare tantissime emozioni differenti.
Ho riso un sacco, ho sperato, ho sospirato e fatto il tifo con gli occhi a cuoricino da vera fangirl, ho imprecato, sofferto e mi sono seriamente preoccupata.
E gli artefici di tutte queste emozioni sono stati Harley e Coach.

Coach è un membro della Delta Force – il ramo più segreto e letale dell’esercito americano – che, durante le settimane di congedo, decide di fare un favore ad un amico e aiutarlo con il club di paracadutismo.
Un giorno come un altro si presenta al club Harley, pronta per il suo primo lancio.
Sin da subito la donna si dimostra diversa dal solito tipo di Coach, eppure ne cattura totalmente l’attenzione. È visibilmente timida, ma non insicura. È curiosa e preoccupata, fa mille domande per capire davvero ciò che si ritroverà ad affrontare in volo, e questo non fa che far sorridere Coach che, armandosi di pazienza, risponde ad ogni quesito della donna, cercando di tranquillizzarla.

Alla fine si tratta solamente di un lancio con il paracadute in totale sicurezza, agganciata al torace di un istruttore qualificato in uno dei club più sicuri e competenti della zona. Cosa può mai andare storto?
Diciamo che il lancio è perfetto, la sensazione di volare e osservare la terra dalle nuvole è qualcosa di magico, finché un uccello non ci mette lo zampino e… Harley si ritrova a dover gestire da sola tutta la situazione, cercando di ricordarsi le risposte di Coach, di non farsi prendere dal panico e di salvare entrambi dalla morte. Una ragazza che, per vivere, programma videogiochi e alla prima esperienza con il paracadutismo, salva entrambi da morte certa. Coach si sente in debito, ma non è solo questo a renderlo sicuro di voler conoscere la donna. Tutto in lei lo attrae, ed è disposto a tutto pur di conquistarla.

Ma Harley non solo è diversa dal prototipo di ragazza ideale dell’uomo, ma anche da tantissime persone. Fidarsi non è semplice, per lei. Così come avere una relazione. Ama così tanto il suo lavoro che vuole provare sulla propria pelle ogni emozione che deve far vivere ai suoi personaggi. Ecco perché si è iscritta al club per un lancio con il paracadute. Perché vuole trasportare nel videogioco la realtà, il realismo dell’esperienza. È anche il tipo di donna che quando è assorta dal lavoro dimentica di mangiare, di lavarsi e dormire. Insomma, è totalmente assorbita dal proprio impiego. E il lavoro di Coach non permette sicuramente una frequentazione normale tra loro. Potrebbe essere costretto a partire all’improvviso, senza poter salutare né far sapere quando tornerà. Potrebbe morire. Le variabili in gioco sono davvero tantissime… riusciranno a farla funzionare?

Inizialmente pensavo che il giusto titolo per questo terzo volume dovesse essere Salvare Coach. L’esperienza che vivono insieme è davvero drammatica e paurosa, ma ho riso tantissimo durante la lettura dell’incidente ad alta quota. Ero preoccupata ma era impossibile non ridere pensando all’uccello e… alla casualità con cui è successo tutto quanto. Poi, proseguendo nella lettura di Salvare Harley, c’è stato un momento in cui mi sono sentita davvero turbata e nervosa. Vi capita mai di desiderare di leggere velocissimo per arrivare al punto in cui, finalmente, potrete sospirare di sollievo? Ecco a me è successo questo. Erano le tre di notte ed ero lì, sveglissima e totalmente concentrata su quello che stavo leggendo da non accorgermi di nient’altro.
Questo è ciò che è stato in grado di farmi provare Salvare Harley.

Ho amato ogni cosa, ma soprattutto la normalità di Harley e Coach. I piccoli gesti, il loro modo di frequentarsi così differente da ciò che leggiamo solitamente… niente cene a lume di candela, regali inaspettati e uscite insieme.
Harley e Coach si sono sfidati ai videgiochi, hanno mangiato un sacco di cibo d’asporto sul divano facendosi ogni tipo di domanda, con Harley vestita in tuta e con i capelli raccolti a caso, e Coach concentrato totalmente su di lei, non sul contorno. Piacerebbe a tutte noi essere sempre belle, curate, ma sfido chiunque a non amare i vestiti comodi e i capelli legati a caso, stare senza trucco e non doversi trattenere dal divorare ciò che ama mangiare. Chi è che ha sempre la ceretta appena fatta, i capelli come appena usciti dal parrucchiere e le unghie perfette? Ecco, leggere della loro frequentazione è stato così normale, reale.

«Non capisci, Harl? Il fatto che la tua casa sia un casino, che mangi troppo in fretta, che tendi a lasciare i piatti nel lavello e dimentichi di fare la doccia perché sei troppo concentrata nel tuo lavoro… sono alcuni dei motivi per cui mi piaci. Sei reale.»

Harley è semplicemente se stessa, sia con Coach che con chiunque altro. È uno dei motivi per cui è così legata ai suoi fratelli e non ha praticamente amici, ma preferisce questo alla falsità.
Grazie a Coach, però, conoscerà delle persone magnifiche, delle persone che dal primo incontro le dimostrano di essere un membro della loro famiglia.

E Coach… all’apparenza può sembrare bello e impossibile, ma fin da subito dimostra di avere un cervello e una morale, dei sentimenti e un passato che hanno condizionato tutta la sua vita. Harley, ad un certo punto, lo paragona al cane che aveva anni fa. Un cane che si lasciava fare ogni cosa dai bambini, ma appena qualcuno di estraneo si avvicinava troppo a loro, si trasformava in una belva. Questo descrive perfettamente Coach: tranquillo, disponibile, appassionato, sincero e innocuo con quelli a cui tiene. Minacciatelo, o minacciate qualcuno che ama, e sarà l’ultima cosa che farete.

Dopo questa recensione è arrivato il momento di dare una chance a questa serie, non trovate? Salvare Harley è autoconclusivo, ma voi non potete assolutamente farvi scappare ogni libro della serie Delta Force (qui le recensioni dei primi due volumi) di Susan Stoker. Io, nel mio piccolo, spero che l’autrice faccia tradurre ogni sua pubblicazione, perché mi ha davvero presa all’amo e, fino a questo momento, è stata in grado di tenermi nella sua rete, soggiogata dalle sue storie e dai suoi personaggi.

Salvare Rayne

     

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