Parasight - Non guardarmi

Parasight – Non guardarmi di ES Carter

Parasight - Non guardarmi

Titolo: Parasight – Non guardarmi
Serie: L’Ordine Rosso #2, Autoconclusivo
Autore: ES Carter
Genere: Dark Romance
Narrazione
: Prima persona, Pov alternati
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 225
Data di pubblicazione: 13 Marzo 2020
Editore: Hope Edizioni
Trama: Sto annegando nell’oscurità.
Le mie membra sono immerse nel catrame liquido, i miei polmoni soffocati dal puzzo della morte imminente. I miei occhi non vedono altro che nero.
Eppure vedo lui. E non ho paura. Anche se dovrei averne.

Non guardarmi negli occhi o i miei demoni ti mangeranno viva.
Il diavolo dentro di me farà festa sulle tue carni morbide. I suoi denti affilati ti spolperanno fino alle ossa. Si disseterà con la luce della tua anima. Le sue cicatrici trasformeranno l’innocenza in peccato, trascinandoti nella sua oscura fossa infernale. Nessuna luce vive all’interno di questo guscio sfigurato. Sono un vaso per il dolore. Lo infliggo e lo ricevo. Il dolore mi sfama. Mi nutre. Mi tiene stretto come le braccia di un amante e mi sussurra nel crepuscolo.
Dicono che il diavolo una volta fosse un angelo. Non c’è alcun angelo dentro di me. Non cerco pentimento né perdono. Non bramo debolezze quali l’amore. Il mio desiderio per lei è puramente egoistico e, una volta che il mio appetito sarà saziato, sarà sfortunata a essere ancora viva. Quando mi guarderà negli occhi, i miei demoni la mangeranno viva.

Dark, violento, depravato e sensuale.
Può essere letto come autoconclusivo, ma per comprendere l’intera trama si consiglia di iniziare da Feyness.

Ci sono tante storie che vengono spacciate per Dark Romance, ma che in realtà non lo sono.
Poi c’è ES Carter che, dopo averci fatto conoscere Cole Hunter in Fayness – Ti vedo, ci presenta il protagonista di Parasight – Non guardarmi, un uomo deviato, ossessivo e violento: Grim.

Cole è il capo del gruppo, l’unione di Luke – decisamente comandato dal cervello – e di Grim, che non è altro che il braccio. Non che Cole o Luke non siano letali, ma Grim è il killer. È guidato da un demone che non esige altro che vendetta e sangue, dolore e sofferenza.
E tutto a causa del suo passato, un passato orribile che è la causa di ogni suo comportamento. L’uomo che è oggi, uno spietato assassino senza rimorso né empatia, è nato dai demoni di un bambino abusato e maltrattato in tenera età dalle persone che lo hanno concepito, che non possono nemmeno essere definite genitori.

Grim non ha mai conosciuto l’affetto, l’amore o la bontà. L’unico legame tangibile è con i fratelli Hunter – Cole e Luke – e loro sono le uniche persone che Grim sente di poter definire famiglia.
Per quella di sangue non prova altro che ribrezzo e desiderio di morte. Sarà proprio a causa della vendetta che Grim tornerà in quella che era casa sua da bambino. Sarà a causa del desiderio di uccidere l’uomo che l’ha messo al mondo, che Grim incontrerà lo sguardo perso e distante di una ragazza legata e sodomizzata proprio da quell’uomo.
Grim non ottiene la vendetta a lungo desiderata. Con un rapido colpo del suo fedele coltello taglia la gola a suo padre, liberando la ragazza dal supplizio in corso. Lei, inerme, non sembra altro che un corpo morto tra le braccia dell’uomo, ma Grim non vuole lasciarla morire.

Dal primo istante in cui ha incrociato i suoi occhi sente un legame con lei, viscerale e profondo e salvarla è l’obiettivo. Darle la possibilità di rifarsi una vita è la promessa. Ma mettere a tacere quel legame, nato all’improvviso, è più difficile di quanto Grim avesse mai immaginato. Più difficile che tenere a bada il demone dentro di lui.
Stare lontano da Calliah è impossibile, perché lei vede il demone e riesce a domarlo.
Ma come può, un uomo come lui, stare con una donna come lei? Dopo tutto quello che ha passato merita il meglio. Ma se fosse proprio Grim, quel meglio?

Non vi mentirò. Per potermi godere appieno questa storia ho dovuto leggerne un po’ alla volta. C’è così tanto dolore e sofferenza tra le pagine di Parasight – Non guardarmi che diventa davvero difficile divorarlo in poche ore. Si ha bisogno di staccare, di una pausa, di riprendere fiato e circondarsi di felicità. Grim ha un passato orribile, non so nemmeno da dove iniziare a spiegarvi quanto il bambino spezzato dentro di lui sia in cerca d’amore. Ha trovato uno sfogo nella violenza e nel sangue. Si nutre del dolore e della paura della sua preda, non ha rimorsi o rimpianti. Lui, semplicemente, uccide.

Eppure nelle sue azioni c’è onore. Non uccide a caso. Lui odia che i più deboli vengano colpiti e soffrano. Proprio a causa del bambino che è stato, non tollera chi maltratta o abusa degli altri, in particolare di donne e bambini indifesi. Per cui vi lascio immaginare il suo blackout quando ha trovato una ragazza che veniva ripetutamente sodomizzata dallo stesso uomo che ha ucciso la felicità del bambino che era. La vendetta, l’aver aspettato anni… niente ha più importanza per lui quando trova Calliah in quelle condizioni, praticamente morta.
Ciò che Grim e i fratelli Hunter hanno scelto di fare dopo aver preso le redini dell’Ordine Rosso è semplicemente salvare e aiutare più vite possibili. Non sono uomini buoni, attenzione. Sono spietati assassini, pericolosi e brutali, ma che hanno scelto di salvare chi non ha mai avuto diritto di scelta.

Calliah, d’altra parte, è un personaggio decisamente forte. Grim ha avuto un’infanzia orribile, ma poi ha trovato la sua famiglia. Calliah? Lei ha sempre vissuto rinchiusa come schiava. Prima come serva bambina, poi come sacco da boxe di un uomo che amava picchiarla e, infine, come una bambola per lo sfogo sessuale di ogni tipo di pervertito. No ha mai avuto scelta. Ha sempre dovuto combattere per sopravvivere, per sopportare e per guarire. Ha lottato con la fame, con l’umiliazione, con le ferite causate dai suoi proprietari. Perché Cal è questo: una proprietà. O almeno, lo era finchè non ha scelto di lasciarsi morire, finendo poi per incontrare Grim.
Lei è sopravvissuta ad ogni situazione perché non si è mai arresa e, nemmeno con un uomo come Grim, pieno di demoni, è disposta ad arrendersi.

Credetemi quando vi dico che Parasight – Non guardarmi, così come il precedente, è fin troppo breve. Questa lettura è stata come prendere un pezzetto di dolce, per poi vedermelo strappare via. Ero lì, desiderosa di conoscere altro, di leggere altro, ma troppo presto mi sono ritrovata a leggere solo “fine”. Insomma, Cal e Grim secondo me meritavano qualche pagina in più, ma è lo stesso pensiero che ho avuto leggendo il volume precedente.
Proprio grazie alla capacità di ES Carter di scrivere di questo tipo di personaggi, avrei voluto storie più lunghe e ricche, perché personalmente sono convinta che lei ne sia assolutamente capace.
C’è così tanta oscurità in queste storie, ma anche così tanta speranza. Sono temi così lontani dalla nostra quotidianità, eppure così veri.

Nonostante abbia amato il personaggio di Cal, ammetto che nel suo sviluppo è mancato un po’ di approfondimento riguardo al superamento del trauma subito, soprattutto perché lei ha vissuto tutta la vita in un certo modo. La sua forza è ammirevole, ma mi è mancato leggere qualche suo crollo, qualche momento di smarrimento causato da tutto quello che ha passato.

Ad ogni modo, tralasciando questi due aspetti, Parasight – Non guardarmi è assolutamente un libro che consiglio solamente agli amanti del genere, perché se non leggete questo genere, se non abituati a leggere scene crude e ambigue… non potrete mai davvero capire alcuni comportamenti di Grim. Lui è oscurità, ma non solo. Fanno parte di lui mille sfumature differenti, che lo rendono un personaggio interessante e complesso.
Il prossimo libro sarà su Luke, l’uomo sempre composto ed elegante. Quello che si affida alla strategia, al cervello e alla razionalità. Io voglio vederlo perdere la ragione, voglio mettere a nudo il mostro che si nasconde sotto gli abiti di alta sartoria e dietro al muro di compostezza che lo contraddistingue.

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