Marcare il tempo

Marcare il tempo di April White

Marcare il tempoTitolo: Marcare il tempo

Serie: The Immortal Descendants #1

Autore: April White

Genere: Fantasy – Time travel, Young Adult

Tipo di finale: concluso

Narrazione: Prima persona, protagonista femminile (Saira)

Data di pubblicazione: 28 giugno 2019

Editore: Quixote Edizioni

TRAMA:

La tagger diciassettenne Saira Elian può gestire qualsiasi cosa… una madre che scompare misteriosamente, uno sconosciuto che la segue in giro per Londra, e perfino la nobile nonna inglese che ha buttato fuori dalla famiglia lei e sua madre. Ma quando un vecchio tag graffito in una stazione della metropolitana la trasporta nel diciannovesimo secolo, e lei si trova faccia a faccia con Jack lo Squartatore, si rende conto di aver bisogno d’aiuto, dopotutto.

Incontra Archer, un affascinante studente, che la aiuta a mimetizzarsi per quanto possibile a un’adolescente statunitense moderna e molto alta finita nell’Inghilterra vittoriana. Lui le rivela l’esistenza degli Immortali: Tempo, Natura, Fato, Guerra e Morte. Poi le spiega che è possibile spostarsi tra i secoli… se si è discendenti di Tempo.

Saira scopre amicizie inaspettate in un collegio per discendenti degli Immortali, e un amore complicato con un giovane uomo del passato. Ma per sua madre il tempo stringe, e per salvarla lei deve abbracciare la sua nuova identità mentre nel frattempo nasconde ad Archer un segreto devastante riguardo al suo futuro, che gli potrebbe costare la vita.

April White, con le prime pagine di “Marcare il tempo”, ci permette di conoscere Saira Elian, la protagonista di questo Time travel.

«La felpa nera con il cappuccio copriva i miei lunghi capelli biondo scuro legati in una treccia, e quel po’ di curve che ero riuscita a farmi crescere in diciassette anni. La maschera antigas faceva in modo che avessi l’aspetto di qualsiasi altro tagger: ossuto, veloce, e vagamente mascolino.»

Venice Beach, 2012. Saira abita con sua madre, Claire Elian, in un loft sopra il mercato. Il padre di Saira è morto e lei non l’ha mai conosciuto, quindi le due donne solo le uniche componenti della famiglia. Si sono trasferite lì da poco, ma per loro cambiare casa e città è praticamente una consolidata routine che si ripete all’incirca ogni due anni.  Sua madre, inoltre, ha un’altra bizzarra abitudine: scompare, senza lasciare traccia di sé e senza dire dove va.

Sapete cosa succede quando sua madre svanisce nel nulla anche per settimane? Saira deve badare a se stessa e cavarsela da sola.

Ma lei è bravissima a farlo. Tiene tutti alla larga e si veste in modo da essere scambiata per un maschio, sia per non farsi notare che per nascondere le sue fragilità (e, considerato che è alta 1.80 m, le viene anche abbastanza facile).

Non ha amici e non ha mai pensato a qualche ragazzo della sua età con particolare interesse. Non creare legami le rende molto più indolore lasciare i posti dove, sua mamma, decide di dimorare temporaneamente.

Il suo unico modo per stare bene, e sfogare le sue ansie o i suoi momenti no, è avventurarsi per le strade, soprattutto di notte, per mimetizzarsi con altri taggers e contemporaneamente dare il via libera alle sue incredibili capacità di free-running – utilizzo di mosse acrobatiche in ambiente urbano ad alta velocità-.

Saira corre veloce, quasi sapesse volare, sfreccia rapida, sfida tutto ciò che di materiale possa ostacolare la sua traiettoria e soprattutto il tempo. Ed è proprio il tempo che, pagina dopo pagina, diventa il tangibile, ma immateriale, protagonista di questo libro.

Una notte, mentre si trova per strada a taggare il territorio – proprio durante una delle consuete assenze di sua madre – subisce un’aggressione da parte di sconosciuti che però, sembra cerchino proprio lei. Riesce a nascondersi, ma mentre sta colorando un muro con la sua bomboletta spray viene fermata dalla polizia.

Lei è minorenne e senza la possibilità di rintracciare un adulto il rischio di entrare nel programma di affido è altissimo. Le resta un’unica soluzione: trasferirsi da sua nonna materna a Londra. La parente più prossima, che sembra disposta ad ospitarla, ma che lei non ha mai conosciuto perché, la relazione tra suo padre e sua madre non era mai stata accettata e da allora erano stati totalmente troncati i rapporti.

Londra, 2012. Con l’arrivo a casa di Millicent Elian, la vita di Saira è destinata a cambiare profondamente.

Il tentativo di fuggire dalla casa-prigione di quella che lei soprannomina la “Nonnamostro”, la conduce dritta dritta tra le grinfie degli stessi aggressori incontrati a Venice. In suo soccorso arriva appena in tempo un giovane, affascinante ma misterioso di nome Archer;

«il mio salvatore si voltò a guardare me, e io sentii il suo sguardo arrivarmi dritto nei polmoni e risucchiarmi via tutta l’aria. Con quello sguardo seppi che ero appena saltata dritta dalla padella alla brace.»

Lui l’accompagna alla London Underground e le dice di correre per arrivare a prendere il treno. Le ultime parole che Saira sente sono relative ad una certa “spirale  Whitechapel”.

Incuriosita da quelle parole decide di scendere dal treno, con il quale si sta allontanando da chi le dà la caccia, proprio alla stazione di Whitechapel. Proprio lì troverà la spirale e capirà che lei ha la capacità di farla diventare un portale del tempo. Verrà catapultata, nel periodo storico in cui il serial killer Jack lo Squartatore stava mietendo le sue vittime.

Londra, 1888. Saira, una volta uscita dalla stazione incontra nuovamente Archer e, con il suo aiuto, si rende conto,  di non essere più nel suo tempo ma nel 1888.

Lui, vestito con abiti vittoriani ed un mantello nero, si presenta come se non l’avesse mai vista:  

«Archer Devereux, al vostro servizio.»

Ma Saira, sa di averlo “appena” lasciato nel 2013, quindi le sorge spontanea una domanda:

«Perché tu adesso hai esattamente lo stesso aspetto che avrai tra più di centoventicinque anni?»

Alla quale però Archer non è ancora in grado di rispondere, anche se sembra conoscere tantissime cose sulla famiglia Elian, e sulla loro capacità di viaggiare nel tempo.

«Considerate la possibilità che cose che la maggior parte delle persone dà per scontate in quanto parte della vita siano in realtà incarnate negli Immortali; cinque, per essere precisi.»

«Voi siete una figlia di Tempo. Altri sono figli di Natura, Guerra, Fato, e persino Morte.»

Avrà così inizio l’avventura alla scoperta delle sue origini, delle sue capacità e dei segreti custoditi dalla sua famiglia e le caratteristiche delle altre famiglie discendenti dagli Immortali.

Anche il nome scelto per lei, Saira, custodisce tanti significati. E il suo cognome, Elian è fondamentale per le sorti della sua esistenza.

Tutto le conferma che lei sia una Viaggiatrice, o come l’hanno definita un “tictoc”.

Saira e Archer vengono inseguiti da un uomo che sembra proprio essere Jack lo Squartatore, mentre Archer lo distrae, Saira ritorna alla stazione di Whitechapel  per utilizzare la spirale. Quando sta per passare oltre il portale riesce a vedere sua madre, in abiti dell’epoca, e il serial killer nelle vicinanze. La chiama “mamma!” ma l’istante dopo è di nuovo nel 2012.

Decide di tornare dalla nonna per farsi dare maggiori informazioni.

Alcune le ottiene, altre rimarranno celate fino a quando Saira, non verrà fatta entrare alla St. Brigid School, una prestigiosa scuola che ha come alunni soprattutto quelli appartenenti alle famiglie discendenti dagli Immortali.

All’interno della struttura la protagonista trova nemici ma, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, anche degli amici, che per lei saranno fondamentali nella ricerca della verità  – e che renderanno il romanzo dinamico e ricco di sfaccettature -.

Marcare il tempo

Inoltre, la presenza di Archer, nel passato e nel presente, la metterà di fronte alla necessità di capire cosa significa essere amati e cosa, avere qualcuno al mondo che ti stia a cuore.

April White, in ogni capitolo, attraverso gli spostamenti nel tempo di Saira, fornisce tanti pezzi di un grande puzzle, che messi insieme, paleseranno l’immagine integrale, ma solo alla fine di “Marcare il tempo”, primo volume della serie, The Immortal Descendants.

Un Fantasy, ricco di dettagli, accurate descrizioni che, benché rallentino l’evolversi della storia, contribuisco a creare maggiore aspettativa e curiosità nel lettore.

Puntuale e approfondita l’ambientazione nel passato, degna di un romanzo storico e altrettanto precisi e pertinenti i riferimenti genetici e scientifici presenti all’interno di “Marcare il tempo”.

Una lettura rilassante che richiede TEMPO. E quindi da leggere senza fretta.

Per una volta, non siamo noi a dover rincorrere il tempo, ma lo fa per noi Saira.

Al lettore non resta che assaporare, parola dopo parola, la scoperta del mistero.

«Uno dice la sorte, ma da un altro nascerà

E chi nasce poi sua madre cercherà

Il flusso si separa, e ogni branca lotterà

Morte divide, e chi ama unirà

Chi nasce dagli opposti, proprio quello sarà

A guarire il sogno Morte disfarà.»

Marcare il tempo, ci ricorda la magia di quello che i bambini sanno fare benissimo: viaggiare con la fantasia.

Attraverso l’immaginazione, anche noi adulti, siamo in grado di raggiungere ogni luogo, al di là del tempo e dello spazio, superando qualsiasi nostro limite.

Quindi se volete lasciarvi trasportare lontano, iniziate la lettura di Marcare il Tempo e buon viaggio.

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