Legati dall'odio

Legati dall’odio di Cora Reilly

Legati dall'odio

Titolo: Legati dall’odio   

Serie:  #3, Mafia Chronicles (autoconclusivo)

Autore: Cora Reilly  

Genere:  Mafia Romance

Tipo di finale: chiuso

Narrazione:  Prima persona, POV alternati dei protagonisti (Gianna & Matteo)

Data di pubblicazione: 3 aprile 2020

Traduzione: Erika Arcoleo 

Editing: Hope Team

Editore: Hope Edizioni

Link per l’acquisto: https://amzn.to/3aRecET 

TRAMA:

Quando Gianna vede sua sorella Aria sposare Luca Vitiello, il Capo della Famiglia di New York, un uomo che conosce a malapena, promette a se stessa che non subirà mai lo stesso destino.

Al matrimonio del fratello Luca, Matteo Vitiello rivede Gianna e decide che lei dovrà essere sua.

Quando le nozze vengono combinate, a Gianna non resta che accettare la volontà degli Uomini d’Onore. Lei, però, non ha intenzione di piegarsi alle leggi del mondo della Mafia e sposare qualcuno che non ama, quindi, qualche mese prima dal matrimonio, scappa, eludendo la sorveglianza della sua guardia del corpo.

Giunta in Europa è pronta a cominciare una nuova vita, ma non ha fatto i conti con la determinazione di Matteo che vuole ritrovarla a ogni costo.

E quando Matteo riuscirà nel suo intento, nulla gli impedirà di usare ogni arma in suo possesso per piegare Gianna alla sua volontà e dimostrarle che lei è sua.

Copia ARC inviata gratuitamente dalla CE in cambio di una recensione onesta e sincera.

Dopo aver letto Legati dall’onore e Legati dal dovere grazie alla Hope Edizioni possiamo finalmente leggere il terzo volume della serie Mafia Chronicles di Cora Reilly, dal titolo Legati dall’odio. 

Il ritorno di questa serie è stato molto acclamato e desiderato dalle lettrici di Cora Reilly, e questo volume soddisfa tutte le aspettative, anche quelle più esigenti.

«Perché gli Uomini d’Onore diventavano codardi davanti alle emozioni, ma non battevano ciglio di fronte alla morte?»

Questa citazione è l’interrogativo, con cui avevo concluso la mia recensione di Legati dal dovere (# 2 della serie Mafia Chronicles). Ebbene, a questa domanda, lì non avevo trovato una risposta del tutto soddisfacente. Ma adesso, proprio in Legati dall’odio, ho avuto modo di constatare che non tutti gli Uomini d’Onore sono dei codardi davanti alle emozioni. 

Matteo Vitiello, infatti, pur non battendo ciglio di fronte alla morte, non ha paura dei sentimenti. Lui, sfrontato, egoista ed insensibile, è il fratello del Capo della Famiglia di New York, Luca Vitiello, e non si ferma di fronte alla violenza, al sangue e alle sofferenze. Ma con la stessa determinata caparbietà dimostra di voler lottare anche per la donna che desidera. È disposto a tutto pur di ottenere quello che vuole e non teme di affrontare niente e nessuno. Il suo obiettivo porta il nome di Gianna Scuderi, e per poterla avere non esita a mettersi contro tutto e tutti. 

Matteo non ha tentennamenti: lei deve essere sua.

Ma Gianna, non la pensa come lui. Il suo obiettivo, infatti, ha un nome ben diverso. Il suo desiderio più grande si chiama: Libertà.

Lei è la sorella di Aria, moglie di Luca, e pecora nera dell’Organizzazione di Chicago.

Suo padre non tollera il suo carattere, forte, ribelle e indomabile. Lei odia la mafia e tutte le persone che ne fanno parte. Non sopporta di essere obbligata a seguire le imposizioni della malavita, di diventare una “donna trofeo” al fianco del mafioso di turno al quale sarà destinata per volere di suo padre. Non  accetta di dover convivere tra il sangue e la violenza e odia profondamente la sua prigione dorata e tutti i suoi carcerieri.

Lei, a differenza di Aria, non vuole sottomettersi.  È decisa a non piegarsi al volere della cosca. Nella sua mente c’è sempre stato un solo pensiero fisso, che non l’ha mai abbandonata e che le fornisce la forza necessaria per andare avanti: la fuga.

Gianna vuole fuggire, sparire e rifarsi una vita lontana dalla mafia, dalle sue origini e dimenticare di chi è figlia. Vuole allontanarsi dalla paura di essere inghiottita da tutta quella malvagità e dal rischio di venirne contagiata.

«Avevo il potenziale per diventare un essere crudele, non importava quanto cercassi di convincermi del contrario, e la colpa sarebbe stata di quello stile di vita.»

I suoi propositi non cambiano neanche quando le viene comunicato che è stata promessa in sposa a Matteo. 

«Aveva i capelli perfettamente scombinati e i suoi occhi erano così scuri da sembrare quasi neri. Era impossibile non notarlo. Naturalmente, era consapevole dell’effetto che aveva sulla maggior parte delle donne e si aspettava che anch’io mi prostrassi ai suoi piedi, ma si sarebbe congelato l’inferno prima che potesse accadere una cosa del genere.»

Proprio quel Matteo, il ragazzo bello ed irritante, che mette in subbuglio i suoi sensi, ma che al tempo stesso è capace di inorridirla con azioni brutali e spietate. 

Gianna è decisa: lui non l’avrà mai. 

«…mi sarei staccata la lingua a morsi piuttosto che ammettere che trovavo Matteo interessante, soprattutto per via del suo carattere, a malapena sopportabile.»

Neanche lui può essere in grado di farla desistere dai suoi propositi di fuga. 

Legati dall'odio

Nessuna catena potrà tenerla legata a quella vita che tanto odia.

«“Non sarai mai libera. Nessuno di noi lo sarà mai. Siamo tutti intrappolati dalle regole del nostro mondo.”

“Forse hai ragione, ma non lascerò che un nostro eventuale matrimonio diventi la mia gabbia.”»

Gianna e Matteo, entrambi caparbi e poco inclini ai compromessi, dovranno fare i conti con le regole della Famiglia, ma soprattutto con le regole del cuore.

Lei dovrà riflettere su ciò che veramente desidera e su quello che le serve per sentirsi libera. Lui, invece, su quanto è disposto a sacrificare pur di rendere felice chi gli sta a cuore.

In Legati dall’odio, i protagonisti dovranno affrontare diverse prove con loro stessi, prima di poter finalmente prendere coscienza delle loro reali necessità.

Riusciranno a guardare oltre ed accettare i limiti ed i difetti dell’altro? Pur dovendo cambiare il tragitto intrapreso per arrivare alla meta, saranno in grado di raggiungere i propri obiettivi? Sapranno scendere a compromessi con i propri desideri?

Cora Reilly, in questo terzo volume, ha dato alla storia il giusto equilibrio tra l’aspetto “Mafia” e l’aspetto “Romance”. La passione, l’attrazione e la profondità dei sentimenti dei protagonisti si accompagnano perfettamente alla crudeltà degli affari di “cosa nostra”, all’insensibilità dei componenti del clan di fronte alle torture, al sangue e alle punizioni.

Gianna e Matteo, attraverso la narrazione in prima persona, riescono a trasmettere con grande trasporto al lettore ogni loro desiderio, paura e perplessità.

«Libera? Che valore aveva la libertà se significava ignorare quello che mi diceva il cuore?»

Entrambi i personaggi hanno conquistato la mia simpatia. Li ho trovati privi di forzature, credibili e coerenti, e molto più reali rispetto ai protagonisti dei volumi precedenti.

«Se non fossimo stati quello che eravamo, se non fossimo nati in quel mondo di merda, se Matteo non fosse stato un Uomo d’Onore e un assassino, forse avrei potuto innamorarmi di lui.»

Seguendo l’evoluzione dei loro sentimenti si viene travolti da un turbine di emozioni, che vengono percepite in ogni singola sfumatura. 

Tutto ciò è anche merito di un editing e di  una traduzione impeccabili, che rendono fluida e scorrevole una lettura, già di per sé, intrigante e coinvolgente.

Adesso sono proprio curiosa di scoprire cosa ci riserverà l’autrice per il prossimo futuro! E se ci permettesse di approfondire la conoscenza di un personaggio già molto amato?

Lo scopriremo presto! Restate connessi.

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