La strada verso casa

La strada verso casa di Carmen Jenner

La strada verso casa

Titolo: La strada verso casa
Serie: The Southbound #2, Autoconclusivo
Autore: Carmen Jenner
Genere: Military Romance, Slow Burn
Narrazione
: Prima persona, Pov alternato
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 344
Data di pubblicazione: 30 Giugno 2020
Editore: Hope Edizioni
Trama: Quando un tragico incidente lo richiama a Magnolia Springs, August aggiunge i suoi genitori all’elenco di ciò che ha perso negli ultimi anni, oltre al suo cane di rilevamento IED e alla sua gamba sinistra.
In qualità di tutore della sorella di quattro anni, August deve fare affidamento sul suo addestramento nel Corpo dei Marine per crescere un piccolo essere umano, cocciuto quanto lui. Diventare un militare, però, non l’ha mai preparato a questo, né a Olivia Anders, una donna che non si ferma davanti a nulla per raggiungere i suoi obiettivi.

Come proprietaria di Zampe per la Causa, Olivia è abituata agli uomini e alle donne che ritornano distrutti dalla guerra. Ed è abituata anche ai cani problematici. La sua missione, infatti, è quella di accoppiare cani ed esseri umani per arricchire entrambe le loro vite. Tuttavia, Olivia capisce sin da subito che, con August Cotton, ci vorranno tanto tempo e tante energie.
L’ultima cosa che August vuole è che un’invadente donna del Sud s’infili nel suo letto e nella casa dei suoi genitori, costringendolo ad affrontare i fantasmi del suo passato. Per sua sfortuna, questo è proprio ciò che Olivia intende fare.
August e Olivia si completano a vicenda, eppure non sopportano nemmeno di trovarsi nella stessa stanza.
Potrà Olivia scalfire la corazza di questo Marine e mostrare al suo cuore la via del ritorno a casa?

Temi trattati - Spoiler La strada verso casa

Abusi, perdita di un arto e del partner, guerra, morte, DSPT (Disturbo da stress post traumatico).

[riduci]

Quanti di voi, dopo aver letto Verso il frastuono del caos, aspettavano la storia di Olivia, la ragazza che ha permesso a moltissimi cani e Marine di ricominciare a vivere?

Tutti abbiamo delle cicatrici: alcune di loro ci uccidono a poco a poco; alcune lo fanno tutto in una volta; altre addirittura salvano le nostre vite.

Olivia è quel tipo di persona rara che, anche quando la situazione sembra impossibile, non si arrende mai. Il suo passato è uno dei motivi per cui ha scelto di lavorare con i cani e con le persone che la società non reputa più adatti a vivere. Sta accanto a uomini e donne che hanno sacrificato tutto per servire il proprio Paese e che, quando sono tornati a casa, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano e una pacca sulla spalla. Sono persone che non vengono sostenute nemmeno dai propri conconcittadini, perché quando vieni congedato dall’esercito, se non sei morto, le ferite che ti porti dentro ti cambiano, rendendoti diverso.

E la stessa cosa succede ai cani. Olivia si occupa di rieducare quei cani definiti insalvabili, quelli il cui unico destino è l’eutanasia. Cerca di dar loro uno scopo, accoppiandoli con un Marine problematico, insegnandogli a calmare e prevenire gli scatti e comportamenti causati dal DSPT (Disturbo da stress post traumatico).
E così, su richiesta del sindaco di Magnolia Springs, Olivia accetta di trasferirsi per un mese nella cittadina. È decisa ad aprire un nuovo rifugio proprio in questo paese, nel posto in cui i giovani ragazzi prendono l’autobus, dopo essersi arruolati o per tornare in Missione, che li porterà verso il loro destino. E, soprattutto, nel luogo in cui questi uomini e donne fanno ritorno distrutti.

Vuole essere lì per loro, subito, in modo che nessuno si abbandoni alla solitudine o alle dipendenze. Vuole esserci per cercare di prevenire una delle più alte cause di morte di queste persone: il suicidio.
Moltissimi uomini e donne che tornano dalla guerra non riescono a sopportare questo stile di vita, non riescono a trovare un nuovo scopo o lasciare andare i suoni della guerra. Per loro è una battaglia continua, e Olivia – insieme ai suoi cani – spera di poterne salvare il più possibile.

Quando si reca nella cittadina scopre, però, un’amara verità: i proprietari del B&B dove doveva soggiornare per un mese hanno avuto un tragico incidente. Sarà proprio August, il figlio della coppia ed ex Marine, a farle sapere dell’accaduto, e lui non sembra per niente contento di avere Olivia tra i piedi, sapendo perché è stata chiamata lì. August non ha bisogno di aiuto, né di rivangare sentimenti seppelliti sotto strati di indifferenza. La guerra gli ha causato la perdita di una gamba, ma non solo. Quest’uomo ha perso il suo partner, ovvero il cane che ha addestrato. Non può, né tanto meno vuole, affrontare quello che è successo, perché fa parte del passato e, in quanto tale, deve rimanere sepolto. Solo così può avere una parvenza di normalità. Solo così può occuparsi della sua sorellina di 4 anni, Bettina. Ma Olivia ha piani ben diversi per lui.

Ho affrontato troppe tempeste nel corso della vita per girarmi e scappare da un Marine rotto. Contrasterò la sua violenza e i suoi demoni personali perché ora sono io l’uragano e August Cotton farà meglio a chiudere i boccaporti o correre ai ripari.

Lo esaspera, lo provoca e, soprattutto, lo incuriosisce. Lei non è solo bellissima, ma ha un cuore enorme. August non la sopporta, ma si ritrova ad aiutarla con il rifugo che la donna deve aprire. Non ha intenzione di essere parte del programma della donna, non vuole diventare un altro dei Marine che Olivia si sente in dovere di salvare.
L’unico problema, a parte la cocciutaggine di August, è che Olivia non può permettersi di provare qualcosa per uno degli uomini che vuole aiutare. Eppure succede. Non è solo desiderio. C’è qualcosa in August che riesce a toccare la sua anima e risvegliare i demoni del suo passato che pensava di aver dimenticato. Lui riesce a penetrare la barriera che Olivia ha eretto attorno al proprio cuore, ma come può aiutarlo, quando lui non vuole, se tutto ciò che lei desidera è stringerlo e amarlo?

Dovete sapere che i Military Romance sono uno dei miei generi preferiti. Le storie di questi uomini e donne spezzati riescono sempre a far breccia dentro di me, non importa quanti libri abbia già letto, queste storie sono speciali. Quando, poi, ci parlano dei veri problemi di chi ritorna dalla guerra, non innamorarsene è impossibile.

Carmen Jenner, come nel precedente volume della serie, ci mette davanti alla realtà della vita di chi è tornato a casa vivo, ma non lo ha mai fatto davvero. Avere a che fare con persone che soffrono di DSPT, che hanno perso una parte del corpo o un partner non è semplice. Sono persone irascibili, scontrose, solitarie. È difficile esserci per loro, perché non ti permettono di avvicinarti abbastanza. E spesso, se le loro vite non finiscono tra la sabbia del deserto, ci pensano da sé a mettere fine alle loro sofferenze, perché tutto diventa insopportabile.

Se non fossi stato fatto a pezzi da un ordigno esplosivo improvvisato, mi sarei proposto per il successivo dispiegamento e mi sarei perso in un altro campo di battaglia, ma non accettano invalidi nei Marine. Sono stato congedato con onore ed è stata una punizione peggiore di quella che potevamo infliggere ai nostri nemici: avrei accettato di morire come un eroe e, invece, ho iniziato a vivere come uno storpio. Ora i miei genitori sono morti e io sto per tornare a casa, solo per entrare nei panni di qualcun altro e prendermi cura di mia sorella, come se potessi mai sostituirli. Come se potessi mai essere qualcosa di più che rotto.

Ammetto che, durante la lettura di La strada verso casa, ho seriamente avuto voglia di sbattere il kindle contro al muro. Non per August – che non è certo un personaggio facile – ma a causa dell’ignoranza e menefreghismo delle persone. Ci sono fin troppi veterani abbandonati a loro stessi in giro per il Mondo. Persone che vengono giudicate pazze o chiamate con nomignoli orribili dagli altri, quando hanno solo sacrificato tutto per permettere a questi stolti idioti di crogiolarsi nella bambagia della loro vita perfetta senza sacrifici. Sono arrabbiata, perchè La strada verso casa è solo un libro, ma racconta una quotidianità straziante.

Carmen Jenner, come al solito, è riuscita a farmi sentire ogni emozione, a farmi vivere questa storia completamente, nonostante fossi solo una spettatrice nella vita di August e Olivia. Ho sentito il mio cuore spezzarsi in più di un’occasione e, ad un certo punto, ho sentito il bisogno fisico di abbracciare i miei cani. Solo chi ha un animale può capire quanto bene ci facciano con un piccolo gesto, come siano attenti a tutto e, soprattutto, come ci siano sempre nei momenti più tristi e bui. August, così come tutti i Marine che ha aiutato Olivia, ha bisogno di questo rapporto speciale.

Senza tregua, continuiamo a ferirci a vicenda. Spingiamo e strattoniamo, graffiamo e artigliamo fino a quando non siamo entrambi rotti e sanguinanti, in un ciclo senza fine di dolore, ferite e tormento.

I personaggi di questa storia non sono perfetti, ma l’autrice è riuscita ad amalgamarli così bene che insieme sono la parte migliore l’uno dell’altra. Olivia e August, però, non saranno soli in questa storia. A rendere La strada verso casa un libro così bello è stata la presenza di due adolescenti, Bettina, svariati cani e un maialino.

Un cane da guerra non potrà mai più essere come gli altri. La loro formazione rimane sempre con loro, proprio come per il resto dei nostri militari. La guerra non finisce quando un Marine torna a casa, sul suolo degli Stati Uniti. Per alcuni, il ritorno è solo l’inizio.

Non so proprio decidere se questo libro sia migliore di Verso il frastuono del caos. Sono diversi, eppure così simili. Quello che so con certezza è che li porterò entrambi nel cuore per molto tempo, e spero di poter leggere ancora queste storie scritte da Carmen Jenner, perché riescono a toccarti il cuore e farti capire che, anche se hai una brutta giornata, c’è chi ha perso la vita per permetterti di vivere tranquillamente. Che c’è chi, ogni singolo giorno, deve lottare contro il desiderio di infilarsi una pistola in bocca e farla finita, perché non riesce ad abbandonare l’orrore che ha vissuto. E, soprattutto, che i piccoli traguardi sono importanti tanto quanto quelli grandi, perché significa che si sta continuando a lottare.

Copia ARC inviata gratuitamente dalla Casa Editrice in cambio di una recensione onesta e sincera.
Salvare Rayne

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