La ragazza dell’alba di Leslie Wolfe

La ragazza dell'alba

Titolo: La ragazza dell’alba
Serie: #1 Agente Speciale Tess Winnett, autoconclusivo
Autore: Leslie Wolfe
Genere:  Thriller
Tipo di finale: Chiuso
Narrazione:  terza persona
Data di pubblicazione: 20 febbraio 2020
Traduzione: Raffaella Patriarca
Editore:  Hope Edizioni – Collana Hope Crime
Trama:

Chi è la bella ragazza trovata morta all’alba, su una striscia deserta di sabbia dorata? Qual è il suo segreto?

L’Agente Speciale dell’FBI, Tess Winnett, cerca le risposte a questo crimine incomprensibile e, a ogni passo, a ogni traccia, s’imbatte in altri elementi inquietanti che la conducono a un’unica conclusione possibile: la Ragazza dell’alba non è la prima. Il suo assassino aveva già ucciso.

Nascondendo a sua volta un segreto terribile, Tess deve affrontare le sue paure più profonde, in una sfida sconvolgente per catturare un killer che si sta preparando a colpire di nuovo. Ma riuscirà a trovarlo in tempo e a impedire un altro omicidio? E anche se ce la farà, quale sarà il prezzo da pagare?

Le regole del gioco sono cambiate.

E, da ora, anche la definizione di serial killer.

L’Agente Speciale Tess Winnett è l’eroina coraggiosa, diretta e suscettibile di “La Ragazza dell’alba”. Mettendo in pericolo la propria vita, non si risparmia nella ricerca della verità e dell’uomo che continua a uccidere, mentre lei indaga. Intelligente, intraprendente e inflessibile, Tess coinvolgerà i lettori in un viaggio memorabile e spaventoso in questo thriller psicologico avvincente e ricco di suspense.

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Questo nuovo thriller firmato Leslie Wolfe, dal titolo La ragazza dell’alba, pubblicato in Italia grazie alla collana Crime della Hope Edizioni, permette al lettore di conoscere un nuovo modo di investigare e di scovare un assassino seriale. Un metodo di ricerca che si basa, più che sulla raccolta di indizi ed impronte, sull’istinto, la determinazione e l’adrenalina che scorrono nelle vene dell’Agente Speciale dell’FBI, Tess Winnett.

All’alba, nella contea di Palm Beach, viene ritrovato  sulla spiaggia il corpo, senza vita, di una giovane ragazza. Il suo assassino, senza il minimo timore di essere visto, si è assicurato di farle assumere una posa molto particolare, che la facesse apparire agli occhi di chi l’avesse trovata, come genuflessa in preghiera.

Tess viene chiamata a supporto delle indagini, per affiancare la squadra locale a cui è stato affidato il caso. Si trova, quindi, a dover collaborare con il detective Gary Michowsky ed il suo partner, Todd Fradella, ma da subito, per lei inizia una corsa, individuale, contro il tempo. Sa perfettamente che per evitare che la mente di questo assassino partorisca un nuovo delitto e che, qualche altra ragazza subisca la terribile fine che ha fatto La ragazza dell’alba, – come soprannominata dai giornalisti, prima che sia divulgata la sua identità – il tempo diventa un fattore determinante.

Tess non vuole perdersi tra i mille cavilli burocratici, non vuole aspettare. Spesso si dimentica di coinvolgere i suoi colleghi, non li rende partecipi dei suoi ragionamenti e nelle decisioni che prende.

«Non gliene fregava niente. Era perfettamente capace di lavorare da sola su quel caso, se fosse stato necessario, e non aveva intenzione di sprecare un altro secondo.»

Le sue intuizioni, sono puntuali e precise, le sue congetture non sono mai casuali. Ma le straordinarie capacità di Tess, sono dovute solo all’esperienza acquisita sul campo? Purtroppo no. Tess è guidata da qualcosa che la rende fragile e vulnerabile, ma allo stesso tempo eccezionale nel suo lavoro investigativo. Lei vive sempre nella paura. Il perenne stato di allerta, di costante attenzione ai dettagli e di analisi comportamentale di chiunque le stia intorno, sono collegati ad un’esperienza passata che Tess non è stata in grado di denunciare né, tantomeno, di superare. 

«Per anni ho cercato un maschio bianco con il tatuaggio di un serpente sul braccio. Niente di niente. Proprio come con il tizio di oggi. Non abbiamo niente. Nessun elemento tracciabile, nessuna impronta, nulla. Solo… quello che le ha fatto.»

Ha subito una violenza che le ha lasciato delle ferite che il trascorrere del tempo, da solo, non sembra in grado di lenire. 

Ogni giorno, il suo incubo ritorna. Infimo e crudele, ancora oggi è in grado di strapparle la tranquillità e di portarsi via ogni possibilità di avere fiducia nel prossimo. Il contatto fisico con le persone la mette subito in allarme e per questo nessuno le si può avvicinare. Dovrebbe farsi aiutare ma teme di perdere il lavoro, che per lei è l’unica cosa importante da quando si è ritrovata sola. 

«Sai quanto in fretta mi butterebbero fuori dal Bureau se sapessero quello che sto passando? Credi che qualcuno vorrebbe un agente federale che soffre di PTSD e di attacchi di panico, e che va in giro con pistola e distintivo?»

Il suo stato di ipervigilanza da stress post traumatico, rappresenta per lei una condanna quotidiana ma forse, ai fini della sua attività investigativa, potrebbe paradossalmente, rappresentare l’unica speranza di salvezza per la prossima eventuale vittima. 

Il killer, infatti, sembra avere un modus operandi fuori dai classici schemi. Il suo profilo psicologico non è facile da delineare perché appare sin da subito estremamente intelligente e per nulla scontato. Per trovarlo e fermarlo in tempo, l’iter investigativo deve necessariamente cedere il passo alle supposizioni stravaganti, immediate e spesso irritanti dell’Agente Winnett.

Riuscirà Tess a catturare il presunto serial killer?

«“Non abbiamo niente. Nessuna prova, nessun movente, nessun precedente penale” le fece notare Michowsky. “Abbiamo istinto e cervello» ribatté lei, implacabile.”»

Quanto dovrà mettere in gioco se stessa, prima di trovare la soluzione di questo caso?

La ragazza dell'alba

Leslie Wolfe, in questo primo volume della serie Agente Speciale Tess Winnett, ci presenta una protagonista, che appare forte, sicura di sé, spesso arrogante e poco rispettosa verso il prossimo. Ma questa Tess, in realtà non esiste. Lei indossa solo una maschera, una corazza protettiva. Si è trovata costretta ad assumere questo atteggiamento difensivo per sopravvivere ai suoi incubi e alle sue paure, ma soprattutto, per tenere a debita distanza il prossimo. Per non lasciar avvicinare nessuno, per non sentirsi, mai più sopraffatta dalla sensazione soffocante di essere braccata da un altro essere umano. Nessuno deve essere in grado di notare le sue debolezze.

L’unica soluzione per Tess è riuscire a trovare di nuovo qualcuno di cui fidarsi. Una persona in grado di farle capire che esiste la possibilità di avvicinarsi alle persone senza provare diffidenza, allarme o peggio ancora paura.

Un percorso lungo e difficile che chi legge si trova a percorrere insieme alla protagonista. 

La ragazza dell’alba è un thriller che ho trovato intrigante e molto originale. La classica indagine investigativa, diventa una vera e propria analisi psicologica. Viene fornita una progressiva valutazione di ciò che passa per la mente del killer, ma anche una dettagliata conoscenza delle emozioni provate da Tess, e pur non sapendo cosa esattamente le sia accaduto, si riesce ad immedesimarsi nel suo stato d’animo ed a percepire tutto il suo disagio. Sembra proprio di ritrovarsi in un thriller nel thriller. Inoltre, il lettore riesce ad avere una prospettiva di ciò che viene vissuto da molti dei personaggi coinvolti in quanto, l’autrice, descrive benissimo anche il punto di vista di ognuno di loro: testimoni, agenti investigativi, amici e parenti delle vittime. E, soprattutto, mostra apertamente cosa provano le vittime. Loro diventano le vere protagoniste, proprio quando sono lì, prigioniere del proprio terrorizzante carnefice.

L’editing curatissimo e l’ottima traduzione rendono, La ragazza dell’alba, un thriller che gli amanti del genere non possono perdersi.

Per sapere se la soluzione ai problemi di Tess, arriverà con la fine di questo volume oppure se bisognerà attendere che la Hope Edizioni faccia arrivare in Italia, il secondo volume della serie, non resta che immergersi nella lettura di La ragazza dell’alba.

«Lo psicopatico aveva trasformato il sadismo in una forma d’arte, ed era ancora al lavoro sul suo capolavoro.»

 

 

 

 

 

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