La madre segreta

La madre segreta di Shalini Boland

La madre segretaTitolo: La madre segreta

Serie: Stand Alone

Autore: Shalini Boland

Genere: Thriller psicologico

Tipo di finale: concluso

Narrazione:  Prima persona, POV protagonista femminile (Tessa)

Data di pubblicazione: 21 novembre 2019

Editore:Hope Edizioni (Hope Crime)

TRAMA:

Trama:

“Sei tu la mia mamma?”

Quando Tessa Markham torna a casa, trova nella sua cucina un bambino che la crede sua madre.

Ma Tessa non ha figli.

Non più.

Non sa chi sia il piccolo né come sia arrivato lì.

Dopo aver contattato la polizia, Tessa viene sospettata di aver rapito quel bambino misterioso. La sua intera vita è stravolta e poi suo marito le rivela un segreto…

Tessa non è sicura di cosa credere o di chi fidarsi, perché qualcuno sta mentendo. Per scoprire chi, però, dovrà affrontare il suo doloroso passato. Che la verità sia più pericolosa di quanto lei possa immaginare?

La Hope Edizioni ci regala finalmente il brivido, con La madre segreta, il thriller psicologico nato dalla penna di Shalini Boland, facendo così da apripista alla nuova collana Hope Crime.

Ho aspettato con ansia di leggere questa recentissima uscita (in tutti gli store ed in libreria da ieri) e adesso posso finalmente scrivere la sua recensione.

La madre segreta appartiene, infatti, ad uno dei miei generi preferiti ed è un thriller psicologico veramente degno di questo nome.

Siete pronti a dubitare di tutte le vostre certezze? Se la risposta è sì, continuate a leggere ed io, spero di riuscire a darvi le giuste motivazioni per farvi tuffare tra le sue pagine.

Tessa Markham, la protagonista di questa storia, racconta in prima persona, ciò che le è successo e sin dalle sue prime parole, il lettore non potrà rimanere solo un semplice spettatore ma si troverà, partecipe del suo tormento e del suo stato di inquietudine.

Tessa, come ogni domenica, sta percorrendo a piedi il tragitto che la riporta alla sua villetta, situata nella zona nord di Londra.

Il Natale è vicino, le luci alle finestre delle case, calde, accoglienti e pronte a far festa, le scorrono davanti, una casa dopo l’altra.

In strada nevica, il tempo è cupo, tira un forte vento e si gela. Ma un freddo ancora più agghiacciante è quello che sente Tessa una volta giunta davanti al vialetto che conduce alla sua dimora.

Lei abita lì, dove tutto sembra essersi fermato, congelato, dove tutto è rimasto legato ad un passato che ormai non esiste più. Cioè, a quel momento in cui il suo cuore ha smesso di battere regolarmente e, l’arrivo della domenica, una settimana dopo l’altra, è rimasta per lei l’unica aspettativa di vita. Perché, la domenica, è l’unico giorno che, in qualche modo, le consente di dedicare del tempo ai suoi due figli. Tutte le domeniche, di ogni mese, infatti, Tessa si reca al cimitero per prendersi amorevolmente cura di Lily e Sam, anzi, in verità, delle loro piccole tombe.

Lei e suo marito Scott, un tempo erano stati felici, soprattutto con due gemelli in arrivo. Ma poi, tutto è finito. Lily, morì subito dopo il parto, mentre il piccolo maschietto, Sam, perse, a soli tre anni,  la sua battaglia contro un’aggressiva forma di leucemia.

Da allora, la disperazione si è comprensibilmente impadronita di Tessa.

Il marito, incapace di gestire la situazione, poco dopo la lascia ed a Tessa non rimane altro che convivere con il suo dolore ed con un profondo senso di solitudine; smarrita in se stessa, la cognizione del tempo e la percezione della realtà, in lei sono ormai completamente alterati.

Prima, per lei, tornare a casa, significava riunirsi alla sua famiglia, ma adesso che di quella famiglia non ne è rimasto più niente, farvi ritorno le ricorda solo che non ha più nessuno ad attenderla.

La sua casa coniugale, adesso rispecchia perfettamente la sua esistenza: vuota, buia e spenta.

Ma oggi, in questa domenica sera, sta per succederle qualcosa che cambierà per sempre il corso degli eventi e la sua quotidianità.

Infatti, al momento di varcare la porta d’ingresso, si rende subito conto che al suo interno c’è uno spiraglio di luce. In cucina, la lampadina è accesa e seduto su uno sgabello si trova un bambino intento a disegnare.

Proprio la presenza di quel bambino la costringerà a reagire al suo stato di apatia e insinuerà mille dubbi sulla realtà che la circonda, sulle persone che le stanno intorno e soprattutto su se stessa.

Scoprire chi è il bambino, che dice di chiamarsi Harry e di essere suo figlio, diventerà, la ragione di vita di Tessa.

Sapere come è arrivato in casa sua e perché si trova lì, per lei è fondamentale, non solo per evitare un incriminazione per rapimento, ma anche per rimettere ordine nella sua mente, eliminare il caos opprimente che affolla i suoi pensieri e che stride fortemente con la staticità della sua attuale vita.

«Qualsiasi cosa esuli dalla mia routine attentamente organizzata potrebbe farmi vacillare, e non credo di poter affrontare questo genere di cambiamento. Non so se ci riuscirò mai.»

Tessa, dovrà affrontare tantissime difficoltà, accettare verità sconcertanti e trovare la forza di credere in se stessa, nelle sue capacità di ragionamento, nella veridicità dei suoi ricordi e della loro collocazione temporale.

«Sono passati solo cinque giorni da quando Harry è comparso in casa mia e mi ha rivoltato la vita, eppure sembra mesi fa.»

Tutte le persone che la circondano sembrano incapaci di crederle. La verità non la  conosce ancora nessuno, ma la gente ha già emesso, con certezza, la sua condanna. Per la società lei è colpevole.

«Mi dipingono come una persona terribile, come se fossi colpevole di tutte quelle cose orrende. Ma non sono così. Non sono così. Vero?»

«Mi considereranno colpevole prima ancora che abbia avuto una chance di dimostrare la mia innocenza.»

Tra l’assedio dei giornalisti e le critiche del marito, l’unico momento di pace, in cui i suoi chiassosi pensieri tacciono e può godere del rassicurante silenzio è quando si reca al lavoro. Tessa, una volta svolgeva la professione di architetto paesaggistico, adesso si limita a fare la giardiniera al centro di giardinaggio Villa Moretti ed è ben felice di farlo; è lì, infatti,  che trova il suo angolo di serenità. Impegnarsi nel suo lavoro, a contatto con la natura, le permette di non crollare. Inoltre, è proprio il suo capo, Ben Moretti, l’unico fra tutti, che non la giudica a priori e che anzi, le concede fiducia e supporto pratico e morale.

Non sarà facile per Tessa arrivare a scoprire la verità, anche se quest’ultima, in fondo è sempre stata custodita dentro il suo cuore.

«Eppure, non lo sapevo anche prima? Dal giorno che Harry è apparso nella mia cucina…. Io sapevo. Nel profondo, io sapevo.»

Si dice che i bambini sono la bocca della verità, ed in effetti, anche in questo caso, il detentore delle risposte a tutte le domande è il piccolo Harry.

E lo potrete verificare semplicemente leggendo “La madre segreta”.

La madre segreta

Il punto di forza di questo thriller non è la storia in sé, che non è particolarmente originale, ma senza ombra di dubbio la sorprendente capacità di Shalini Boland, di fare entrare il lettore dentro la mente della protagonista.

Ogni attimo vissuto da Tessa, ogni emozione, ogni dolore, ma anche la confusione, il disagio, l’incertezza da lei provati, vengono percepiti tutti, uno per uno e con un’incredibile intensità.

Chi legge entra in simbiosi con la protagonista, veste i suoi panni e per questo non gli è possibile giudicarla o biasimarla. Potrebbe diventare facile persino perdonarla, se risultasse alla fine colpevole di qualcosa.

La madre segreta, sotto questo aspetto è veramente un libro straordinario. Le vicende e lo svolgimento dei fatti, per me, sono passati in secondo piano. La mia attenzione è stata calamitata tutta sulla realtà psicologica di Tessa.

Un eccellente traduzione eseguita da Raffaella Arnaldi, ha sicuramente contribuito a mantenere alto il livello di lettura. E non posso sottolineare di aver molto apprezzato anche la cover, secondo me di forte impatto, elaborata da  FranLu.

Insomma un vero successo d’esordio per la Hope Edizioni e la sua nuova collana Hope Crime.

Correte a leggere “La madre segreta”, perché la Hope Crime è pronta a continuare a stupire con altri tre libri del genere thriller/Crime, prossimamente in uscita.

Ma prima di lasciarvi vi pongo una domanda, la stessa che continuo a fare a me stessa da quando ho finito il libro:

La percezione di ciò che avviene attorno a noi, è sempre corrispondente alla verità?

Ancora io, non sono riuscita a darmi una risposta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *