La bambina perduta di Carol Wyer

La bambina perduta

Titolo:La bambina perduta
Serie: #1 Robyn Carter
Autore: Carol Wyer
Genere:  Thriller
Tipo di finale: Chiuso
Narrazione:  terza persona,  alcuni capitoli prima persona (Alice)
Data di pubblicazione: 6 dicembre 2019
Editore:  Hope Edizioni – Collana Hope Crime

Trama:

Una famiglia perfetta nasconde torbidi segreti. Un assassino vuole che la verità venga a galla.
Abigail vive una vita perfetta con un marito attraente e ricco che stravede per lei e l’adorabile figlia di pochi mesi, Izzy. Ma qualcuno sa che lei nasconde un segreto inquietante e inizia a mandarle messaggi minacciosi da un numero anonimo. Cos’ha da nascondere Abigail?
In un’altra cittadina, un insegnante scompare in circostanze misteriose e un milionario viene trovato morto nei pressi del lago vicino a cui viveva.
Per l’ispettrice Robyn Carter non c’è un nesso ovvio tra le vicende dei due uomini finché Izzy non verrà rapita in un parcheggio. Il suo istinto le dice che il rapimento di Izzy è in qualche modo legato ai due casi su cui sta indagando, ma l’ultima volta che ha agito d’istinto le conseguenze sono state tragiche. Quindi, per risolvere il caso e riconquistarsi un posto nelle forze dell’ordine, Robyn dovrà per prima cosa imparare di nuovo a credere in se stessa, perché ora si trova alle prese con un assassino spietato e se non lo fermerà in tempo… una bambina morirà.

Carol Wyer mi ha completamente coinvolta con questo thriller al cardiopalma

La bambina perduta è il primo volume della serie che ha come filo conduttore le indagini dell’ispettore Robyn Carter, approdata in Italia grazie alla  Collana Hope Crime della Hope Edizioni.

Un thriller difficile da recensire senza anticipare particolari che, invece, è giusto scoprire solo leggendolo.

Per questo motivo non posso e non voglio parlarvi dei singoli personaggi.  Credo, infatti, che sia fondamentale apprenderne le caratteristiche di prima mano, immergendosi personalmente tra le pagine di La bambina perduta.

I capitoli iniziali sono dedicati a famiglie e situazioni differenti, apparentemente scollegate tra di loro. Man mano che si prosegue con la lettura si scopre che ogni personaggio è, in realtà, un filo tramato per formare una grande e articolata ragnatela. 

Pagina dopo pagina, si intuisce che ogni cosa è collegata; viene fornito qualche suggerimento, instillato qualche sospetto, ma la visione d’insieme di tutta la situazione non è possibile averla se non si giunge agli ultimi capitoli.

È l’ispettore Robyn Carter, che conduce, per mano, il lettore alla scoperta della verità. 

In questo primo volume, Carol Wyer ci permette di conoscere questa donna, provata dalla vita, che ha perso tanto, ma che sta comunque cercando la forza di ricominciare e di riprendersi da un bruttissimo e doloroso periodo.

«Aveva bisogno di tempo per guarire. Aveva preso un periodo di aspettativa dalle forze di polizia, un lavoro che fino a quel momento aveva amato molto. Ross e sua moglie Janette si erano presi cura di lei spingendola a tornare a vivere e, nel concreto, Ross le aveva proposto di unirsi per un po’ alla sua agenzia di investigazioni private, finché non fosse stata in grado di affrontare un futuro nelle forze dell’ordine.» 

Durante l’aspettativa dal lavoro in polizia, aiuta suo cugino Ross nella propria attività di investigatore privato. Proprio seguendo un caso di scomparsa, si trova ad indagare e scoprire delle realtà che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine. 

«C’era un uomo estraniato dalla sua famiglia, che aveva appena mollato un lavoro che apparentemente amava, aveva un insano interesse per ragazzine e trans e aveva tenuto gran parte della sua vita segreta alla donna che aveva sposato. Non la stupiva che fosse scomparso.»

Ormai decisa a seguire personalmente il caso, chiede al suo capo di rientrare ufficialmente in servizio.

La sua richiesta viene accettata e così, attraverso le sue abilità investigative e l’applicazione delle sue conoscenze di analisi comportamentale, Robyn riesce ad unire tra loro i vari punti necessari a scoprire i rapporti tra tutte le persone coinvolte. 

«Non riusciva a scrollarsi la sensazione che le fosse sfuggito qualcosa prima, in casa. C’era qualcosa che non le tornava, ma non riusciva a definirlo.»

Le verità celate da ognuno di loro verranno svelate, così come le loro identità nascoste. Ogni tassello mancante assumerà la giusta collocazione e tutto, verrà correttamente collegato.

Quello che aspetta di essere scoperto è però atroce, crudele e spietato. 

«…Le bugie fanno male, le bugie feriscono. La verità ci rende liberi. Anzi, dovresti proprio provarci, prima che sia troppo tardi. Forza, Abigail, è la tua ultima chance, prova a dire la verità.»

La bambina perduta, non è solo Izzy, la figlia di una coppia coinvolta nella storia che viene rapita, ma è anche Alice. Una bambina che si è persa all’interno della sua stessa cameretta che, proprio lì, ha lasciato la sua innocenza e la sua capacità d’amare. 

Nell’istante in cui ha messo i piedini fuori da quelle quattro mura, la sua anima bambina è andata perduta per sempre.

«Lei, aveva pensato che fosse un tipo a posto. Questo, prima di quell’orribile notte in cui lui le aveva fatto quelle cose.» 

«Qualcuno stava salendo in camera sua.» 

«D’un tratto sentì il bisogno di correre in bagno. Non poteva farla nel letto. Era una bambina grande. Fra tre mesi avrebbe compiuto nove anni.» 

Dove tutto è svanito si nasconde  la soluzione, ma soprattutto la causa di tutte le cose terribili che saranno la trama di questa contorta storia di dolore.

«Dopo un po’, tiro fuori l’astuccio e spezzo ogni matita a metà prima di riempirlo di sassi e gettarlo il più lontano possibile. Vorrei poter riempire Becco Stone di qualcosa di pesante e gettarla nel fiume. Mio padre, che adesso sento continuamente, mi mormora: “Insieme a tua madre”.»

Questo thriller è veramente un capolavoro. È completo di ogni componente necessaria a determinare un romanzo appartenente a questo genere: suspence, approfondimento psicologico, indagini dettagliate, indizi perfettamente incasellati, ma soprattutto, gli immancabili brividi. Di conseguenza, merita una valutazione assolutamente positiva.

«Ma se Alice non era Zoe Cooper e non era nemmeno Claire Lewis, allora chi diavolo era?»

Una lettura che rifarei immediatamente, anche se contiene episodi difficili da digerire e comprendere. Scene di violenza che possono urtare molto un lettore particolarmente sensibile.

Se vi sentite pronti a tremare e sospirare, non perdete La bambina perduta.

Ah, dimenticavo, dopo non spaventatevi troppo se sentite qualcuno sussurrarvi:

«”Bye bye mammina”»

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