Il volto dell'assassino

Il volto dell’assassino di Amy McLellan

Il volto dell'assassino

Titolo: Il volto dell’assassino

Serie: Stand alone, autoconclusivo

Autore: Amy McLellan

Genere: Thriller

Tipo di finale: chiuso

Narrazione:  prima persona POV di Sarah

Data di pubblicazione: 14 maggio 2020

Editore: Corbaccio

Link per l’acquisto: https://amzn.to/2ypd79q

TRAMA:
Di chi ti puoi fidare quando ti sembrano tutti sconosciuti?

In seguito a un drammatico incidente, Sarah ha cominciato a soffrire di un disturbo neurologico molto particolare: ha perso in parte la memoria, ma soprattutto non riesce più a riconoscere i volti delle persone. Da allora vive con la sorella vedova e con il nipote. Fino a quando, una sera, qualcuno si introduce a casa loro e, mentre Sarah guarda la televisione, la sorella viene pugnalata a morte. Sarah accorre sentendo delle grida provenire dalla cucina, e vede un uomo accanirsi sul corpo della sorella.

Ma lei sa che il ricordo di quel viso si perderà per sempre nella nebbia della sua mente e che arrivare capire cosa è successo sarà un’impresa praticamente impossibile.

Eppure deve provarci…

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 Oggi, grazie alla Corbaccio, ci immergiamo tra le pagine di un nuovo libro: Il volto dell’assassino di Amy McLellan. Inizio col dire che sono felicissima di aver preso parte al Review Party organizzato da Raffaella De, perché questo è davvero un thriller psicologico da non perdere.

Per conoscere Il volto dell’assassino, si deve necessariamente entrare nella mente di Sarah, la protagonista, e posso assicurare che questa non è per niente una cosa semplice.

Sarah, ha quarantasei anni e da circa venti convive con le conseguenze di un grave incidente d’auto. Rimasta in coma per diverso tempo, al risveglio si è dovuta adattare ad una nuova esistenza con tanti problemi di salute mentale: vuoti di memoria,  stati d’ansia, attacchi di panico e difficoltà ad intrattenere rapporti sociali, ma soprattutto prosopoagnosia. Quest’ultima patologia le impedisce di riconoscere i volti, anche quelli delle persone che conosce bene. 

Quando è avvenuto l’incidente con lei c’erano suo cognato Robert, marito di sua sorella Johanna e il nipote James di appena un paio d’anni. Mentre il bambino rimase illeso invece Robert perse la vita, lasciando Johanna da sola.

Da quel giorno, non senza difficoltà, Sarah ho sempre vissuto con sua sorella e James, instaurando con loro un rapporto molto profondo  e particolare.

«…di alcuni anni compresi tra i venti e i trenta non ricordo più niente, nonostante sia un tipo di oblio diverso rispetto all’incidente vero e proprio. L’incidente è un buco nero, nulla riaffiora da quel vuoto. Gli anni precedenti invece sono più un fiume limaccioso, una fitta nebbia o un laghetto stagnante in cui di tanto in tanto intravedo ombre, contorni e frammenti di memoria.»

Tra le sorelle si stabiliscono dei silenzi che riguardano l’incidente, Robert e la vita di Sarah prima del coma. James cresce avendo pochissime notizie sul padre ma con una madre che cerca in ogni modo di occuparsi di tutto.

Tutto inizia quando qualcuno decide di porre fine alla vita di Johanna sotto gli occhi atterriti di Sarah. Una tranquilla serata in casa, si trasforma in una vera e propria tragedia e  sarà inutile ogni tentativo di salvare la vita della sorella.

«La gente starà cominciando a preparare la cena, beatamente ignara dell’orrore che da un momento all’altro potrebbe piombarle in casa. Era lo stesso per me. Pensavo di essere al sicuro a casa mia. Era il mio rifugio dal mondo, ma l’orrore mi ha trovata.»

Quella orrenda notte costringe Sarah ad affrontare le sue paure perché lei è l’unica testimone del delitto e la sua mente deve scoprire Il volto dell’assassino.

Ma Sarah, non è sicura di niente. Non può fidarsi di nessuno, soprattutto non può fare affidamento su se stessa. 

Leggere Il volto dell’assassino è come impadronirsi di tutti i pensieri di Sarah, coerenti, confusi ed, a volte, inaspettati.

Per tutto il libro si ha una percezione adrenalinica della sua disagio mentale. Il presente si alterna ai ricordi del passato e progressivamente ogni cosa riaffiora alla sua memoria.

Sarah, parla direttamente al lettore, ma il suo non è un semplice racconto degli eventi, lei riferisce ogni particolare, tutti i suoi pensieri e ogni recondita emozione, sia che essa sia positiva o negativa. Man mano che si diventa partecipi della sua vita e degli eventi che hanno determinato i cambiamenti della sua personalità, si conoscono i pregi ed difetti ed i sentimenti contrastanti che si avvicendano nel suo animo. Pian piano che viene delineata la personalità di Sarah diventa sempre più chiaro quanto fosse diversa prima dell’incidente. 

«Quando sogno, sono di nuovo sana. sono la persona che credo di essere stata, quella che vorrei tornare a essere. Nei sogni ballo. Mi tolgo le scarpe coi tacchi e mi scateno al ritmo della musica. La gente si gira, ho tutti gli occhi su di me e sorrido sotto i baffi; sono brava ad attirare l’attenzione e mi piace stare al centro della scena. Mi sento così solo nei sogni, adesso.»

Viene anche messo in luce che, la sua condizione attuale, le pesa moltissimo e in passato la rabbia si è impadronita di lei rendendola anche aggressiva nei confronti della sorella.

«La rabbia è una cosa fisica, viva: la sento, ha una sua forza che non riesco a contrastare. È un sollievo cedere, permettere alla collera di straripare.»

L’unico modo di scoprire Il volto dell’assassino, è quello di addentrarsi nella mente di Sarah, cogliere ogni sua riflessione e individuare le sfumature di ogni suo frammentario ricordo. Altrettanto rilevante è conoscere tutte le persone che hanno fatto parte della vita di Sarah, Johanna e James.

Il volto dell'assassino

Il volto dell’assassino garantisce delle pagine altamente angoscianti. Si entra, infatti, in totale sintonia con le paure, l’ansia, lo sconforto e il dolore della protagonista.

Ma, nonostante ciò, Amy McLellan, in modo strategico, ha saputo spezzare la tensione narrativa, servendosi dei pensieri irriverenti e divertenti di Sarah. E con questo, non solo permette al lettore di “respirare” ma anche di far emergere alcuni aspetti della perduta personalità di Sarah, gioiosa, ironica e ribelle. Ci fa conoscere una protagonista completamente diversa da quella che nel presente ha paura di uscire, di socializzare, affrontare il mondo esterno e tutto quello che viene nascosto alla sua coscienza.

«…io so come ci si sente quando tutti sanno, sono complici, e tu sei tagliato fuori, divorato dall’ansia per dei segreti che non capisci e il tuo passato è un buco nero che ti soffia sul collo ogni giorno.»

Sarah, adesso, vuole e deve sapere il nome di chi ha ucciso sua sorella. Ma se conoscere, e ricordare facesse più male di continuare a vivere senza la memoria di ciò che è stato?

Il volto dell’assassino è in un certo senso un thriller psicologico nel thriller, veramente ben scritto e ben strutturato. 

Per gli amanti del genere è una perla che merita di essere ammirata.

«Quando leggerò questi ritagli saprò tutto quello che mi sono nascosta fino a oggi. dovrei aver paura, invece sono affamata, e m’ingozzo di particolari e di orrore finché non ce la faccio più.»

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