Il matrimonio dei segreti

Il matrimonio dei segreti di Samantha Downing

Il matrimonio dei segreti

Titolo: Il matrimonio dei segreti

Serie: Stand alone, autoconclusivo

Autore: Samantha Downing 

Genere: Thriller

Tipo di finale: Chiuso

Narrazione:  prima persona, POV protagonista maschile

Data di pubblicazione: 27 gennaio 2020

Editore:   Newton Compton Editori

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Trama:

La nostra è una storia d’a­more piuttosto ordinaria. Ho conosciuto una bellis­sima donna, mi sono inna­morato perdutamente di lei. Abbiamo avuto due figli.

E, come molte coppie, abbiamo fini­to per trasferirci in una bella villetta in un quartiere residenziale.

La vita ci ha regalato l’opportuni­tà di avere qualcuno con cui con­dividere ogni cosa. E così, quando ci siamo annoiati della monotonia quotidiana, abbiamo potuto contare l’uno sull’altra.

Da fuori sembriamo una coppia normale. Potremmo essere i tuoi vicini; i genitori degli amici dei tuoi figli; i conoscenti con cui fai quattro chiacchiere al supermercato o gli amici degli amici con cui ogni tanto vai a cena.

Ma tutti i matrimoni nascondono un segreto che li mantiene vivi. Un trucco grazie al quale l’unione tra due persone rimane salda e arden­te come il primo giorno.

Il nostro segreto è che ci piace uc­cidere.

 

 

Copia ARC inviata gratuitamente dalla CE  in cambio di una recensione onesta e sincera.

Ho letto Il matrimonio dei segreti di Samantha Downing e ne sono rimasta affascinata. 

Se siete amanti delle scene cruente e  delle descrizioni particolareggiate relative alle modalità di esecuzione dei delitti, questo libro vi deluderà. Ma, se come me, preferite i thrillers psicologici, dove il lettore, dall’inizio alla fine, viene sfidato a comprendere i ragionamenti dell’assassino e le dinamiche che lo spingono a diventare tale, allora Il matrimonio dei segreti vi conquisterà.

L’autrice fa conoscere al lettore ciò che avviene in un nucleo familiare apparentemente normale ma dove, in realtà, di ordinario c’è ben poco. 

Il punto nevralgico di questa storia è il rapporto tra Millicent e suo marito. A narrare, in prima persona, la loro storia è proprio quest’ultimo, che racconta tutto quello che crede ci sia da sapere. Descrive, dal suo punto di vista, ogni particolare saliente, alternando presente e passato. 

«Non mi chiamo Tobias. Uso quel nome solo quando voglio restare impresso a qualcuno.»

Tramite il protagonista il lettore conosce la loro situazione attuale: il matrimonio, due figli quasi adolescenti, una bella casa a Woodview, in Florida, nella zona residenziale di Hidden Oaks, ottenuta con tanti sacrifici, e il lavoro che impegna entrambi, ma su due fronti diversi. Lui è un istruttore di tennis, lei, invece è un agente immobiliare che si occupa di trattative per edifici di lusso. 

«A casa è tutto tranquillo. Mia moglie, Millicent, è ancora a letto. Siamo sposati da quindici anni e lei non mi chiama Tobias.»

A piccole dosi, questo personaggio, – di cui posso dirvi solo che non si chiama Tobias-, illustra il loro primo incontro e come si sono innamorati. Poco per volta, trasporta più lontano nel tempo, fornendo notizie sulla loro rispettiva infanzia. Ed, unendo tutte queste informazioni, cerca di spiegare in che modo il loro legame abbia avuto un’evoluzione tale da diventare sempre più malato. 

La loro normalità, infatti, nasconde segreti inconfessabili.  La loro vita, in realtà, è degna di un film horror. 

«Non credo che a questo punto mia moglie possa ancora sorprendermi.»

Ma, può bastare un singolo episodio ad innescare una serie inarrestabile di azioni deprecabili.

I segreti che aleggiano all’interno delle loro mura sono tanti, più o meno gravi ma creano una fitta rete di sospetti ed incomprensioni. 

«Ho l’impressione che quello che so mi entri nel pugno di una mano, mentre quello che ignoro possa riempire la casa. Ho una marea di domande, ma non voglio sapere le risposte.»

Il lettore sa perfettamente che la loro famiglia è coinvolta in una serie di omicidi, ma, fino alla fine, ignorerà fino a che punto e in che proporzione sono distribuite le varie responsabilità.

Il matrimonio dei segreti è un’eccellente interpretazione di ciò che può passare nella mente perspicace, programmata e calcolatrice di un serial killer. 

Un’analisi accurata e ben strutturata di una lucida e sorprendente follia.

Il fatto che ci siano più colpevoli rende ancora più affascinante, intrigante e coinvolgente immergersi nella lettura alla ricerca del “come”, del “quando”, ma soprattutto dei tanti “perché”.

Vorrei dire tanto altro, ma rischierei di svelare troppo e rendere meno accattivante la lettura.

Però, posso porre un quesito che spero possa accrescere la curiosità: davvero la fine di questo thriller permette di comprendere cosa trasforma, due persone senza apparenti motivazioni, in vere e proprie menti criminali?

A questo punto non resta che leggere Il matrimonio dei segreti, ma stando sereni, perché tanto…

«La vita non è un film horror.»

Forse…

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