Grip

Grip di Kennedy Ryan

Grip

Titolo: Grip
Serie: Grip Series #1
Autore: Kennedy Ryan
Genere: Music Romance
Narrazione
: Prima persona, Pov alternato
Tipo di finale: Concluso
Data di pubblicazione: 14 Febbraio 2019
Editore: Hope Edizioni
Trama: Opporsi a una forza irrefrenabile ti sfinisce e ti svuota.
Lo so.
L’ho fatto per anni.
Posso anche non essere dotata a livello musicale, ma ho un certo fiuto per il talento e ho occhio per lo straordinario.

E Marlon James, Grip per i suoi fan, è a dir poco straordinario.
Anni fa, abbiamo trascorso qualche magica serata insieme, ma tengo quei ricordi in un cassetto chiuso, di cui ho gettato via la chiave.
Tutto ciò che ci resta sono l’amicizia e il lavoro.
Lui è all’apice di un successo inimmaginabile, tutti i suoi sogni sono pronti a diventare realtà.
Io gestisco la sua carriera, ma non riesco a gestire il mio cuore.
È sfrenato, avventato e disobbediente.
E mi ricorda tutte le cose che voglio dimenticare.

 

Attenzione! la recensione contiene spoiler del precedente volume della serie: Flow.

Posso sapere come avete fatto, voi che avete letto questi libri appena pubblicati, ad aspettare mesi tra la lettura di Flow e Grip?
Io, appena conclusa la novella, ho iniziato a leggere subito questo libro, perché di aspettare non se ne parlava proprio, dopo il finale che avevo letto.

Sono passati otto anni da quelle vacanze di primavera. Otto anni da quando Bristol è tornata a New York con il cuore dilaniato, incredula per ciò che era successo con Grip. Non solo in una settimana si è praticamente innamorata di lui, ma non ha protetto il proprio cuore, non ha ascoltato la ragione e così si è scontrata con la realtà. Sono passati otto anni, ma Bristol si ricorda benissimo la ragazza di Grip davanti al vialetto che urlava di un figlio.

E, da quel momento di otto anni fa, Bristol ha chiuso i ricordi di quel viaggio – assieme a tutte le emozioni e sentimenti provati per Grip – in un cassetto sigillato dentro al suo cuore.
Solo che ora la donna è la sua manager e deve lavorare a stretto contatto con lui ogni giorno.
Tutto ciò che è disposta a condividere con l’uomo che le ha spezzato il cuore, sono un’amicizia e una collaborazione lavorativa. Ma a Grip questo sembra non bastare.

È questo che mi fa innamorare di continuo: Bristol è appassionata e determinata, una di quelle rare persone che non si arrendono mai per coloro a cui tengono. E, che lo ammetta o meno, ci tiene moltissimo a me.

Da otto anni, infatti, non si fa problemi ad esternare ciò che prova per Bristol, anche se lei non sembra disposta a cedere, mai.
Forse perché per lei è davvero finita?
O c’è un altro motivo che la porta a respingere continuamente Grip?

L’ho desiderato, l’ho spinto via, l’ho guardato con altre donne, sapendo che avrei potuto fermarlo ma troppo spaventata per provarci. Nego a me stessa ciò che voglio più di qualunque altra cosa. Mi nego a lui.

Parlare di Grip non è facile, sia per evitarvi spoiler, sia per i temi che Kennedy Ryan tratta in questo libro.
Grazie alla penna magica di quest’autrice siamo in grado di percepire tutta la frustrazione, la rabbia, il disgusto e l’impotenza provata da Grip per tutta la vita, solo perché nato con un colore della pelle diverso dal solito. E, lasciatemelo dire, nemmeno riesco a concepire queste idee, quindi se vi ritrovate a leggere frasi poco chiare è proprio perché mi disgusta anche solo scrivere di questo razzismo incontrollato derivante dall’ignoranzza e la paura.
Eppure, per tantissime persone, vivere ciò che ci viene raccontato da Grip è la normalità.
E questo mi fa incavolare tantissimo.

A denunciare questa situazione non sono solo i ricordi di Grip, o il modo in cui ora vive la sua vita. Il rapporto con Bristol è un altro esempio di come la società, per convinzioni retrogade e assurde, guarda con sospetto due persone che si amano, solo per il colore della pelle differente.
Combattiamo tanto per far valere i nostri diritti, per tantissimi temi sociali e importanti, ma se il diritto più importante, quello che ci permette di scegliere chi amare senza essere giudicato ci viene strappato, ha davvero senso concentrarci su altro e ignorare questo tipo di problematiche?

Non fatevi l’idea, però, che il razzismo in questo libro sia a senso unico, perché non è assolutamente così.
Ci sono stati momenti, durante la lettura, in cui ho dovuto seriamente chiudere il mio libro, respirare e calmarmi, perché mi sono incavolata con troppi personaggi per la loro ottusità.

Ora, lasciando da parte il tema scottante che mi ha dilaniato il cuore, parliamo di un personaggio che avrei volentieri preso a schiaffi: Bristol.
Per un buon 70-80% del libro volevo solamente suggerirle – magari con qualche urlo – di cercare l’aiuto di cui ha bisogno per i suoi problemi legati agli affetti perché, per quanto possa essere una donna forte e indipendente, è anche masochista verso i propri sentimenti, ha tantissime questioni irrisolte che – anche se non lo ammette – condizionano la sua vita ogni singolo giorno.
E se, leggendo Grip, sono arrivata a volerli divisi, probabilmente è proprio a causa di Bristol.

Lui è stato coraggioso. Ha continuato a venirmi dietro come un carro armato, anche quando lo rifiutavo. Anche quando mio fratello gli ha detto che non avrebbe dovuto farlo. Anche quando l’ho guidato in direzione di un’altra. Ha anche lasciato che fossi la sua manager per avere una possibilità di starmi più vicino.
Mentre io stringevo forte l’armatura intorno a me, Grip stava nudo nel cuore della battaglia, strappando la sua armatura e rendendosi vulnerabile. A causa della paura di diventare come mia madre, credo di star diventando come mio padre invece. Una che prende e prende, senza rischiare nulla. Che detta i termini della relazione e si aspetta che Grip accetti qualunque condizione io offra. Che si accontenti di qualsiasi cosa sia rimasta. È così egoistico, debole e ingiusto. Sto male, non a causa dell’alcol, ma a causa di me stessa. Sono stufa di vivere nella paura.

Parlando del finale posso assicurarvi che è concluso, non lascia in sospeso, ma c’è un seguito che non vedo l’ora di leggere, per capire se la donna manager abbia finalmente deciso di affrontare i suoi demoni e possa maturare e crescere, oppure se rimarrà il personaggio poco sopportabile di Grip.
Questo è sicuramente un libro che ricorderò per i suoi temi scottanti e attuali, reali, ma anche per la forza di Grip e la sua autoironia.

       

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