Dragan

Dragan di Summer Lee

Dragan

Titolo: Dragan
Serie: Stand Alone
Autore: Summer Lee
Genere: Contemporary Romance, New Adult
Narrazione: Prima persona pov di Dragan, Terza persona pov di Amity
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 265
Data di pubblicazione: 11 Maggio 2020
Editore: More Stories
Trama: Amity capì quanto Dragan fosse pericoloso. Non cattivo. Pe-ri-co-lo-so. Pericolose sono le corse in moto, i salti nel vuoto, le nuotate tra le rapide, l’adrenalina e la paura, l’eccitazione e il tormento.

Dragan è un ex marine reduce da un attentato terroristico in Afghanistan che gli ha causato una perdita parziale della memoria.
Amity è una violoncellista che ha lasciato Londra per allontanarsi da una famiglia opprimente e trovare la propria strada. Una serie di circostanze li costringe a vivere nella stessa casa per un periodo: la convivenza forzata, costellata di battibecchi e imprevista attrazione, li avvicina sempre di più, rivelando profonde affinità e dolorosi segreti.
Quale alchimia può nascere fra un ex soldato rude, sarcastico, che non vuole legami e una sensibile musicista che crede ancora nell’amore?

La prima cosa che mi ha spinta a voler leggere questo libro è stato proprio il personaggio di Dragan. Un ex soldato che deve fare i conti con quello che la guerra gli ha tolto, giorno dopo giorno. Come potevo resistere a questa lettura? Dragan è un uomo di 27 anni che, da adolescente, credeva nella lotta per il suo Paese, nell’amore per la patria e nel sacrificio. Così ha scelto di arruolarsi, ma tutto quello che ha ottenuto è stato perdere la propria anima in favore del sangue e della morte.

Ha smesso di credere nei valori che l’esercito gli ha trasmesso, ha smesso di sorridere e credere nella sua scelta. Si è ridotto ad un guscio vuoto e, alla fine, ha deciso di chiedere di essere congedato. Una richiesta che, però, non ha potuto fare, perché il nemico aveva altri piani per lui. Durante lo svolgimento di quella che doveva essere la sua ultima missione è stato coinvolto in un attacco delle forze nemiche, che ha distrutto la sua vita, gli ha portato via non solo i compagni di squadra e amici, ma anche la memoria.

Ha passato un anno a casa dei nonni materni per potersi riprendere dal trauma, ma nemmeno la calma e la tranquillità sono servite: non ricorda nulla di anni interi della sua vita, delle scelte che ha fatto, di cosa ha imparato nell’esercito o in che rapporti fosse con le persone.
Come se non bastasse la perdita di memoria, soffre di un grave disturbo post traumatico da stress (DPTS). Gli incubi lo tengono sveglio per notti intere, lo riportano dritto in Afghanistan, anche se non ha veri ricordi di ciò che successe il giorno dell’attentato.

Ora vive a casa con il fratello minore, nella sua città natale, e aiuta il padre a gestire la palestra di famiglia. Non ha molti amici, ma questo non è mai stato un problema per lui. È sempre stato un ragazzo scontroso e diretto, senza peli sulla lingua, all’apparenza menefreghista e senza filtri. Il suo carattere ha fatto si che si circondasse solo di pochi, ma veri, amici. Amici che gli sono rimasti vicini nonostante tutto, che non si aspettano chissà cosa da lui, che lo sopportano anche se l’incidente non ha fatto altro che renderlo ancora meno sopportabile e amichevole.

Una sera, per far contento il fratello minore, lo segue in un locale e qui incontra una ragazza: Amity. La migliore amica di suo fratello. A causa di un padrone di casa egoista e di un temporale improvviso, Amity finirà a vivere a casa del suo migliore amico e, così, costretta a condividere la casa con Dragan.
Amity, sin dal primo momento, si dimostra una ragazza unica, così diversa da tutte quelle che Dragan ha incontrato nella sua vita. All’apparenza fragile, dolce e innocua, nasconde dentro di sé forza e determinazione, caratteristiche che faranno si che tra i due si instauri, pian piano, un legame.

Inizialmente non è altro che una strana e intima amicizia. Si ritrovano a confessare segreti del loro passato, sogni e desideri, ma anche paure e tormenti. Amity lo sfida, lo sprona ad aprirsi senza che Dragan se ne renda conto, insinuandosi sotto la corazza che l’uomo ha creato attorno al proprio cuore.
Quest’amicizia, poi, diventa qualcosa di più profondo ed evolve, facendo provare ad entrambi cose mai provate prima. Ma come può nascere qualcosa tra loro quando Dragan è assolutamente contrario alle relazioni e, soprattutto, paga ancora il prezzo di quello che è successo in Afghanistan?

Questa è la prima pubblicazione di Summer Lee. O, almeno, io non ho idea di chi si celi dietro allo pseudonimo, so solo che Dragan è un libro che mi è piaciuto veramente tanto. Dragan e Amity sono due personaggi molto diversi, ma con parecchi punti in comune. Se lui mi ricorda un pezzo d’acciaio, freddo e duro, lei è come una piuma. Amity ti sfiora con la sua presenza, entra nelle vite delle persone pian piano, giorno dopo giorno, e si fa amare per il suo carattere. Dragan è irruento, ti sbatte in faccia chi è, non gli importa se a te non stanno bene i suoi modi. Lui è così, come un tornado che arriva all’improvviso e sconvolge ogni cosa. Amity, al contrario, è come una pioggerellina leggera e costante, che per giorni accompagna le tue giornate.

Non ho sempre condiviso le scelte di Amity e Dragan, spesso mi sono ritrovata in disaccordo con le loro decisioni, ma sono consapevole che abbiano entrambi bisogno dell’altro per essere migliori, per andare avanti e superare il passato. Summer Lee, attraverso i ricordi di Amity, ci mostra come i bambini abbiano sempre bisogno d’amore e, che per ottenerlo, sono disposti a sopportare di tutto. Sono creature innocenti, che vanno protette e amate, mai usati come oggetti per un mero sfogo personale. Amity voleva solo essere amata, invece è stata tradita da chi l’ha messa al mondo e ha promesso di guidarla nel cammino della vita.
Dragan porta sulla pelle, nel cervello e nel cuore le cicatrici dell’illusione di un ragazzo che credeva nell’America, ma che ha perso una parte di sé ogni giorno, tra la sabbia il sangue e le armi.

Dragan è una storia di rinascita, amore e accettazione, che ci mostra una dura realtà raccontata dalla penna delicata di un’autrice che è stata una scoperta. Una menzione speciale va fatta ad Eragon. Questo cane ha passato le stesse cose di Dragan in Afghanistan. Il rapporto tra lui e Dragan è unico, speciale, e io me ne sono innamorata. So che la storia d’amore tra Amity e Dragan dovrebbe essere il punto focale di questo libro ma, per me, il legame tra questi due supera tutto il resto. E solo chi ha un cane può capire davvero quello di cui sto parlando.

Copia ARC fornita dalla Casa Editrice in cambio di un’onesta e sincera recensione.

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