Dissotterrato

Dissotterrato di Kora Knight

Dissotterrato

Titolo: Dissotterrato
Serie: The Dungeon Black vol. 1
Autore: Kora Knight
Titolo originale: Unearthed, The Dungeon Black Duology, vol. 1
Genere: Erotic romance, LGBTQ, Gay romance, BDSM
Narrazione: Terza persona
Pagine: 503
Tipo di finale: Aperto
Data di pubblicazione: 25 Dicembre 2019
Editore: Quixote Edizioni

Trama: Amore. La forza più potente al mondo, ma anche la più spietata. Scaltra e ingannevole. Il tallone d’Achille dell’uomo. Lascia deboli e vulnerabili tutti coloro che abbraccia.
O almeno è come la vede il Dom a noleggio Max Kelley, dopo che l’amore della sua vita gli ha spezzato il cuore. Un colpo brutale che non solo gli ha rubato il fiato, ma ha annientato la sua capacità di fidarsi, rendendolo freddo e cinico. Il KO tecnico che non si era mai accorto stesse arrivando.
Amore. Un errore che Max non commetterà mai più.
Significa basta relazioni, e non è una cosa così grave. Il solo pensiero di uscire stabilmente con qualcuno gli dà la nausea ed è una delle ragioni per le quali fa il Dom per vivere. Finché una bellezza dagli occhi luminosi non entra nella sua vita e si rifiuta di andarsene.

Sean Matthews. Universitario all’ultimo anno e in grado di flirtare come pochi. Il più nuovo e giovane cliente sub di Max. È delizioso, capace di premere tutti i punti giusti e di fargli bramare cose che sa che non dovrebbe. Quello può solo significare guai. Sfortunatamente, scoraggiare Sean si rivela impossibile e Max si ritrova davanti a un bivio.
Tirare fuori le palle e scacciare il suo sub favorito… o soccombere ai suoi stessi desideri a lungo sotterrati.

Ama ogni parte di me

Cari Colours siete curiosi di saperne di più su questo Erotic romance LGBTQ BDSM? Sto parlando di Dissotterrato scritto da Kora Knight, tradotto e pubblicato da Quixote Edizioni.
Dissotterrato è il primo volume della dilogia The Dungeon Black Duology e, anche se è la serie Spin Off di Upending Tad, questo libro può essere letto tranquillamente anche senza aver letto la serie da cui ha origine.
Confesso che l’attesa per l’uscita di Dissotterrato è stata straziante, poiché dopo aver divorato tutta la serie precedente, le aspettative per questo nuovo libro erano molto alte. Purtroppo, personalmente, non ne sono rimasta molto colpita.

Il romanzo si apre con un balzo temporale nel passato del nostro protagonista: Max Kelley. In particolar modo ci mostra, con la narrazione in terza persona, la sua vita sin da bambino e racconta della sua stretta amicizia con Kevin.
I due ragazzi hanno legato subito quando Kevin si era trasferito nella nuova scuola fino a diventare inseparabili compagni di avventure e migliori amici. La storia inizia con il racconto di loro due da ragazzini, fino a passare con un altro salto temporale in avanti a loro due poco più che adolescenti. In ogni parola si percepisce benissimo tutto il bene e tutto l’affetto che i due provano l’uno verso l’altro. Fin da questi primi momenti Max ha delle sensazioni verso il suo migliore amico che ancora, da ragazzo, non riesce bene a spiegarsi.

Amava i suoi capelli corti biondo scuro. Amava il modo in cui le sue labbra si incurvavano quando sorrideva. Un sorriso che, aveva notato, Kevin riservava a lui molto più che a chiunque altro. Erano uguali come due gocce d’acqua e Max sapeva che lo sarebbero sempre stati.

 Qualche anno dopo i due migliori amici sono sempre inseparabili e, durante una giornata di pesca allo stagno, Max fa la prima mossa con il suo migliore amico e dà un senso a tutte quelle sensazioni che ha sempre provato. Con sua grande sorpresa Kevin reagisce in modo positivo e i due migliori amici diventano una coppia.
Ma le difficoltà che affronteranno saranno tremende. Dopo l’ennesimo salto temporale, i due fidanzati si ritroveranno a dover fronteggiare il giudizio dei genitori, ma mentre la madre di Max è gentile e comprensiva, al contrario i genitori strettamente religiosi e omofobi di Kevin non lasciano molta possibilità di scelta al giovane ragazzo. Non vi svelerò cosa accadde nei minimi particolari, cari lettori e care lettrici, ma ammetto di essermi commossa.

Era tutto ciò che desiderava. Tutto ciò di cui aveva bisogno. Erano più che solo una coppia. Così tanto di più che solo migliori amici. Erano il cazzo di mondo l’uno dell’altro, ognuno che orbitava attorno all’altro. Erano il terreno solido sotto i piedi uno dell’altro. Perché amava Kevin. Lo amava talmente tanto. E sapeva che Kevin provava la stessa cosa.

Purtroppo tutta questa felicità per il nostro Max è destinata a finire nel modo più tragico. In ogni riga e in ogni pagina ho sentito il suo dolore. Max si ritroverà ad affrontare in faccia la realtà e a continuare la sua vita. Lui prenderà il suo dolore straziante e lo trasformerà in rabbia, racchiuderà il suo cuore in una gabbia e innalzerà dei muri invalicabili per poter continuare a sopravvivere e ad auto-conservarsi.

Max lascerà la sua casa e comincerà a frequentare l’università. A causa del suo carattere bellicoso e scontroso, però, finirà spesso nei guai e sarà costretto a frequentare delle lezioni sulla gestione della rabbia per evitare di essere espulso. Durante una di queste lezioni, incontra uno studente che intravede in lui un certo bisogno, così gli consiglia di contattare il suo Dom per poter sfogare diversamente la sua rabbia e la sua frustrazione, come se fosse una vera e propria terapia di guarigione.

È proprio in seguito a queste circostante che Max intraprende il suo viaggio per diventare un Dom. Tutto questo viene considerato da Max un lavoro, un modo sicuro per avere ogni minima cosa sotto controllo, tracciando dei confini senza lasciarsi coinvolgere da emozioni o altri sentimenti. Riviviamo la narrazione del suo incontro con Scott, uno dei protagonisti della precedente serie e che ho adorato tantissimo ritrovare, di come i due si conobbero in un momento buio per Scott e di come Max quella sera lo salvò, portandolo a casa sua, concedendogli una possibilità, credendo in lui e aiutandolo a rialzarsi in piedi. Da quel momento Scott diviene per lui un obiettivo, un motivo per farsi forza, per continuare ad essere forte, anche per il ragazzo.

«Sei un angelo?» Il suo cuore già pesante gli si spezzò ancora di più nel petto. Sì, era qualcosa che avrebbe detto solo una persona devastata, una persona distrutta e strafatta di quei cazzo di allucinogeni, ma tuttavia lo toccò, lo commosse profondamente. Con le labbra curve in un piccolo sorriso triste, scosse la testa. «No. Neanche lontanamente. Ma posso essere tuo amico, se ne hai bisogno.»

In seguito alla sua laurea, Max ottiene un posto come istruttore di livello base nella stessa università che aveva frequentato. Lui insegna ai suoi studenti l’arte e come creare delle magnifiche sculture fatte con le proprie mani. Proprio durante un suo corso, fa il suo ingresso in aula Sean, per posare come modello. Tra i due scatta immediatamente qualcosa: Sean è molto attratto dal professore e non manca di farglielo notare flirtando, ma il cuore di Max è freddo come il ghiaccio e racchiuso in una gabbia.

Sean ha ventitré anni, lavora presso il bar dell’università e come modello freelance grazie al suo bell’aspetto: capelli biondi e occhi color dell’oceano. I due protagonisti di Dissotterrato avranno modo di frequentarsi durante il corso di Max, ma non appena il corso finisce, quest’ultimo gli propone di lavorare per lui dopo la scuola come modello per creare un’opera d’arte da esporre insieme a quelle dei suoi studenti. Sean è senz’altro entusiasta e non vede l’ora di poter conoscere meglio l’attraente professore per il quale sta sviluppando un’enorme cotta.

Ma il loro percorso in Dissotterrato è tortuoso e molto lungo. Durante il suo lavoro come modello per Max, Sean ha modo di fargli delle domande per conoscerlo meglio e scopre cosa fa quest’ultimo come secondo lavoro. Incuriosito da questa prospettiva Sean chiede a Max di mostrargli dove lavora come Dom e da questo momento i due protagonisti intraprenderanno una lunghissima strada e una relazione tra Dom/sub, in cui Max gli insegnerà tutto ciò che deve sapere per poter essere un perfetto sub.

«Sai perché un sub sopporta? Che cosa rende valido tutto ciò che gli viene fatto?» Il cuore gli martellò nel petto ma fece cenno di no con la testa. «Perché sanno che saranno ricompensati. Un buon comportamento lo è sempre.» Un’altra piccola carezza. «Vedi?» Diavolo sì, capiva. Era un po’ come un gioco, uno al quale stavano in certo qual modo giocando.

 La traduzione di Dissotterrato è perfetta e scorrevole. Lo stile di questo romanzo BDSM dagli alti contenuti erotici è di gran lunga diverso dai romanzi della serie precedente Upending Tad, più lenta e dettagliata. All’inizio del romanzo ero fortemente coinvolta ed emozionata, ma poi poco alla volta, purtroppo, la mia attenzione alla storia è diminuita.

Personalmente, in alcuni punti ho trovato la lettura di Dissotterrato un po’ pesante e non molto facile a livello emotivo proprio per la complessità del protagonista Max. Lui, infatti, così freddo e calcolatore, non prova un briciolo di emozione o di sentimento.

Nonostante questi piccoli dettagli, che aggiungerei, sono perlopiù sensazioni a livello personale che scaturiscono dalla lettura e sono diverse per ognuno di noi, consiglio la lettura di Dissotterrato a chiunque voglia leggere una storia dura e cruda. Stiamo parlando di un romanzo decisamente erotico e piccante per le scene BDSM che vengono trattate con molta cura e precisione dall’autrice. Consigliato anche a chi non ha voglia di leggere la classica storia d’amore contemporanea.

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