Colpa delle fate

Colpa delle fate di Dora L. Anne

Colpa delle fateTitolo: Colpa delle fate
Serie: Stand Alone
Autore: Dora L. Anne
Genere: Forbidden Romance
Narrazione
: Prima persona, pov alternati
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 316
Data di pubblicazione: 28 Giugno 2020
Editore: Self Publishing
Trama: Esiste l’amore senza etichette? Quello che arriva come un tornado, ti schioda da terra e ti rende libero dalle catene? Adriel, a diciannove anni, non si è mai posta questo problema. Cantare è la sua vita. Poi un incidente cambia tutto. La famiglia e la voce vengono a mancare in un colpo solo. E, come se non bastasse, si ritrova catapultata nelle grinfie di Reed, socio del padre, che viene nominato suo tutore per il tempo necessario a definire la situazione.
Alcune battaglie rendono indistruttibili. Altre invece travolgono tutto, tanto che rimanere in piedi è impossibile. È così che si sente la nostra protagonista. Fragile. Sola. Incompresa. Non è facile decifrare le ragioni del cuore, specialmente quando vent’anni di differenza sembrano troppi. E le malelingue tante. O forse no? Forse l’amore ha un linguaggio universale per tutti. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dai sogni.

Temi trattati - Spoiler Colpa delle fate

Differenza d’età tra i protagonisti, perdita del padre e convalescenza post incidente.

[riduci]

Per la prima volta Dora L. Anne si è cimentata nella scrittura di un Forbidden Romance, un libro non adatto a tutti, ma perfetto per gli amanti delle storie proibite. Leggendo Colpa delle fate vi ritroverete con due personaggi molto diversi tra loro, non solo caratterialmente, ma anche anagraficamente.
Reed e Adriel, infatti, hanno vent’anni di differenza. Nonostante il ceto sociale di appartenenza sia simile e conducano entrambi una vita agiata, appartengono a due generazioni differenti.
Ma come sono entrate in collisione le loro vite?

Adriel era una bambina con una vita perfetta. Due genitori amorevoli che l’hanno viziata e coccolata per molti anni. La sua casa, per quanto grande, era sempre piena di persone e amici di famiglia che passavano a trovarli. Tra questi, c’era anche Reed. Il pupillo del padre di Adriel, il ragazzo che le portava regali e la faceva ridere. Poi, però, le cose sono cambiate, quando la madre di Adriel ha lasciato tutti per inseguire il suo sogno: la musica.
Da quel momento le visite di amici e parenti sono state sempre meno e quella felicità che si respirava nell’aria è svanita, lasciando il posto a desolazione e solitudine.

Adriel, crescendo, ha dovuto fare i conti con l’ossessione del padre per il lavoro, e si è rifugiata nella musica, come fece sua madre. Ha creato una band assieme ad altri ragazzi e ogni giorno deve lottare contro la disapprovazione del padre. Lui non vuole che lei suoni così tanto, vorrebbe vederla vestita meglio e, magari, che frequentasse anche i giusti ragazzi. Dopo l’ennesimo litigio, mentre percorrono la strada, hanno un incidente. Adriel se la cava con una caviglia slogata e la perdita della voce – causata dalle troppe urla post incidente – mentre il padre finisce in coma.

Durante la degenza in ospedale Adriel scopre di essere obbligata ad andare a vivere a casa di Reed, per volontà del padre. Quest’ultimo, infatti, da anni ha lasciato disposizioni ben precise su come agire nel caso in cui fosse impossibilitato a prendere decisioni o prendersi cura di sua figlia. Ovviamente Adriel è contraria. Ha diciannove anni, è in grado di badare a sé stessa, ma il padre non le ha lasciato alternative: se non vuole perdere il patrimonio che le spetta, non le resta che obbedire.
E così, si ritrova a vivere sotto lo stesso tetto di un uomo che non vede da anni, che sin da subito si mostra odioso e troppo autoritario.

Adoro il suo modo di toccarmi. Delicato, eppure al tempo stesso in grado d’infondere una sicurezza disarmante. Nessuno mi ha mai toccata così, come se temesse di spezzarmi, ma al tempo stesso non riuscisse a dire basta.

Ma come può nascere l’amore tra due persone che si odiano?
Questo lo lascio scoprire a voi. Non vi parlerò di cosa succederà tra i due, cosa li avvicinerà e cosa metterà a dura prova i loro sentimenti. Preferisco parlarvi del loro carattere e personalità.

Adriel è sicuramente un personaggio difficile da assimilare. È a tutti gli effetti una ragazzina viziata che non ha reso facile la lettura. Il senso di colpa che prova in seguito all’incidente condiziona le sue decisioni e le frasi che pronuncia, ma non possiamo attribuire la sua maleducazione solamente al dolore. Avere a che fare con Reed non è facile, l’uomo si mostra da subito troppo esasperante, ma Adriel non fa assolutamente nulla per rendere più piacevole la convivenza. Non solo lei è stata obbligata a trasferirsi, ma quest’uomo – per rispettare le volontà del suo mentore e amico – accetta di prendere con sé un’adolescente, senza aver mai avuto a che fare con dei ragazzini. Reed, in realtà, non è nemmeno così tanto esagerato.

Ha poche regole – e direi tutte più che accettabili – e pretende solo di consumare i pasti insieme. Adriel, cocciuta e orgogliosa, per dimostrare al padre quanto odia la situazione se la prende con il povero Reed, che non ha decisamente pazienza. Questo porterà a continui battibecchi e litigi, incomprensioni e scontri.
Insomma, oltre ad essere una bambina viziata, Adriel è anche immatura ed egoista. Sì, tutti siamo stati più o meno ribelli a diciannove anni. È quella fase in cui le regole ci stanno strette e vogliamo la nostra libertà. Eppure, a diciannove anni dovresti essere abbastanza maturo per capire che rispettare due regole date da chi ci ospita – regole per la nostra sicurezza – è il minimo.

Insomma, Adriel è un personaggio che mi ha fatto perdere la pazienza dall’inizio alla fine di Colpa delle fate. Riguardo a Reed, invece, sono ancora indecisa. Adriel non fa certo tutto da sola, quest’uomo ci mette del proprio a farla arrabbiare e in alcune occasioni sarebbe da prendere a schiaffi anche lui.
Quindi, al momento, su di lui non mi espongo molto.
Tutto questo, poi, è il motivo per cui non sono sicura di aver apprezzato appieno il rapporto tra i due. Non ho trovato un vero sviluppo, una crescita nel loro rapporto, una stabilità che compensasse la differenza d’età, di opinioni e abitudini. La comunicazione sana è assente nel loro rapporto, dall’inizio alla fine del libro. Penso che parlare con una persona sia la base di ogni rapporto umano, ma evidentemente Reed e Adriel non ne sono capaci.

A differenza del solito, in questo libro Dora ci preclude la possibilità di vivere – attraverso gli occhi dei protagonisti – le città in cui ambienta i suoi libri. Ho avuto, per quasi tutto il libro, una sensazione di claustrofobia. L’autrice, infatti, ha scelto di raccontarci la storia di Adriel e Reed unicamente all’interno dell’abitazione di lui. È stato quasi soffocante non poter assistere alle descrizioni di paesaggi naturali o cittadini. Questa è stata una scelta coraggiosa. Voluta? Non saprei, ma è qualcosa di diverso dal solito che ho apprezzato.

Allo stesso modo, lo stile dell’autrice ha fatto sì che la mia lettura di Colpa delle fate fosse fluida e mai troppo pesante. Anche nei momenti più complicati e impegnativi da leggere c’è sempre stata della leggerezza che ha reso più facile superare lo scoglio. In conclusione, posso consigliarvi questo libro se apprezzate questa tipologia di romance, ma con la consapevolezza che leggerete di due personaggi complicati ed esasperanti.

Copia ARC inviata dall’autrice in cambio di una recensione onesta e sincera.
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